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Art. 429 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

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Altri anni per Art. 429 Codice di Procedura Civile

Mezzi istruttori: limiti e inammissibilità in appello
Un ex dirigente, licenziato per motivi disciplinari, ha visto il suo ricorso respinto in tutti i gradi di giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello inammissibile, sottolineando i rigidi limiti alla produzione di nuovi mezzi istruttori nel processo del lavoro. La decisione evidenzia che il ricorso per cassazione deve confrontarsi specificamente con le motivazioni della sentenza d'appello, non potendosi limitare a una generica doglianza sulla mancata ammissione di prove, pena l'inammissibilità per difetto di specificità e autosufficienza.
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Uso aziendale: quando la prassi diventa un diritto
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un lavoratore a ricevere un'indennità forfettaria per straordinari, basandosi su un consolidato uso aziendale. Nonostante l'azienda sostenesse l'assenza di una prassi vincolante, i giudici hanno stabilito che un comportamento spontaneo, generalizzato e reiterato nel tempo, che offre un trattamento più favorevole rispetto al contratto collettivo, si trasforma in un obbligo per il datore di lavoro. Il ricorso dell'azienda è stato quindi respinto, consolidando il principio che la consuetudine aziendale è fonte di diritti quesiti per i dipendenti.
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Restituzione somme: il lavoratore rende solo il netto
Un lavoratore, a seguito della riforma di una sentenza a lui favorevole, è stato condannato a restituire le somme percepite. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha stabilito che la restituzione somme deve riguardare l'importo netto effettivamente incassato e non quello lordo. Inoltre, ha chiarito che sul credito del datore non si applica il cumulo di interessi e rivalutazione previsto per i crediti di lavoro.
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Revoca incarico dirigenziale: non è demansionamento
Un dirigente amministrativo di un'azienda sanitaria, a cui era stato conferito un incarico dirigenziale in via temporanea, ha citato in giudizio l'ente dopo la revoca di tale incarico, sostenendo di aver subito un demansionamento illegittimo. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha respinto il ricorso. La Corte ha chiarito che la revoca di un incarico dirigenziale temporaneo, conferito in attesa delle procedure formali di assegnazione, non costituisce demansionamento se il dipendente viene riassegnato a mansioni riconducibili alla sua categoria contrattuale di appartenenza. L'incarico temporaneo non crea un diritto alla prosecuzione o alla formalizzazione dello stesso.
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Inammissibilità ricorso per cassazione: guida pratica
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso perché redatto in modo generico e confuso, mescolando diverse censure senza rispettare i requisiti di specificità richiesti dalla legge. La decisione sottolinea che l'appello alla Suprema Corte non può essere una critica generica, ma deve articolarsi in motivi chiari e pertinenti, senza chiedere un riesame dei fatti della causa. Il caso in esame ha origine da una controversia di lavoro in cui il giudizio di primo grado era stato dichiarato estinto per mancata riassunzione nei termini.
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Demansionamento: durata e prova del danno professionale
Un dipendente di una società di telecomunicazioni, inquadrato al quinto livello, veniva assegnato a mansioni di call center inferiori. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'azienda per demansionamento, stabilendo che la notevole durata del declassamento professionale costituisce un elemento sufficiente per presumere l'esistenza di un danno risarcibile, invertendo di fatto l'onere della prova a carico del datore di lavoro.
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Calcolo interessi crediti di lavoro: si fa sul lordo
Una società si opponeva al pagamento di interessi e rivalutazione calcolati sull'importo lordo delle retribuzioni dovute a un ex dipendente, sostenendo che il calcolo dovesse basarsi sul netto già corrisposto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il calcolo interessi crediti di lavoro deve avvenire sull'importo lordo, poiché anche le ritenute fiscali sono di pertinenza del lavoratore.
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