LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 429 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Pagina 2 di 3

Altri anni per Art. 429 Codice di Procedura Civile

Perdita di chance: come si calcola la rivalutazione?
Un progettista partecipa a un concorso pubblico per un'importante opera regionale, ma la gara viene truccata dalla commissione. Dopo un lungo percorso giudiziario, viene riconosciuto il suo diritto al risarcimento per la perdita di chance di vittoria. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza, stabilisce un principio fondamentale: la rivalutazione monetaria del danno, trattandosi di un debito di valore, deve essere calcolata fino alla data della sentenza finale che liquida l'importo, e non a una data precedente. La Corte accoglie così il ricorso del progettista su questo specifico punto, garantendo un risarcimento pienamente adeguato al valore attuale.
Continua »
Danno da demansionamento: come si calcola il risarcimento
Un dipendente di un istituto di credito subisce un prolungato demansionamento. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione chiarisce i criteri per la quantificazione del danno professionale. La Corte conferma che il danno deve essere provato, anche tramite presunzioni, e che la liquidazione equitativa del giudice deve essere basata su valori attuali. La decisione finale si concentra sulla correzione del calcolo delle spese legali, stabilendo un principio chiave sul valore della controversia ai fini tariffari, confermando nel merito la valutazione sul danno da demansionamento.
Continua »
Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Cassazione respinge il ricorso di un'azienda contro una sanzione dell'Ispettorato del Lavoro. Il motivo principale è il ricorso tardivo presentato in primo grado. Vengono inoltre dichiarati inammissibili i motivi relativi a vizi di notifica e alla procedura scritta emergenziale, confermando le decisioni dei giudici di merito.
Continua »
Assunzione pubblica: no conversione senza concorso
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di una lavoratrice con contratti a termine illegittimi presso una società a totale partecipazione pubblica. La Corte ha negato la conversione del rapporto in un contratto a tempo indeterminato, ribadendo il principio secondo cui l'assunzione pubblica deve avvenire tramite concorso. Tuttavia, ha riconosciuto il diritto della lavoratrice ad agire per ottenere il risarcimento del danno derivante dall'omissione dei contributi previdenziali da parte del datore di lavoro.
Continua »
Errore di fatto: quando non si può revocare la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo i limiti dell'istituto dell'errore di fatto. Dei creditori, rimasti insoddisfatti dopo la liquidazione di una società, avevano impugnato una precedente ordinanza della Corte, sostenendo che i giudici avessero commesso un errore di fatto nel valutare le prove. La Suprema Corte ha ribadito che l'errore revocatorio riguarda solo una percezione errata di un fatto pacifico e non controverso, e non può essere utilizzato per contestare l'apprezzamento delle prove o il merito della decisione, che costituisce un errore di giudizio non sindacabile con questo strumento. È stato invece accolto un ricorso per correzione di errore materiale relativo a dati errati e alla liquidazione delle spese.
Continua »
Travisamento della prova: quando è inammissibile
Una società conduttrice ha citato in giudizio la società locatrice per la restituzione di somme versate in eccesso rispetto al canone pattuito per un affitto d'azienda. Le richieste sono state respinte in primo e secondo grado. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la procedura seguita in appello era legittima in base alle norme emergenziali Covid-19 e che il cosiddetto travisamento della prova non costituisce motivo valido per un ricorso in Cassazione, ma per un diverso rimedio processuale.
Continua »
Giudicato su precetto: preclusione a nuove opposizioni
La Cassazione chiarisce che il giudicato formatosi su una prima opposizione a precetto impedisce di sollevare nuove contestazioni in un'opposizione a un secondo precetto basato sul medesimo titolo esecutivo, anche se con prospettazioni diverse. Il caso riguarda la successione nel debito di una società a seguito di operazioni straordinarie. La Corte ha stabilito che la preclusione del giudicato copre ogni questione sulla titolarità passiva del debito, rendendo il secondo precetto una mera rinnovazione del primo.
Continua »
Termine lungo impugnazione: quando decorre nel rito lavoro
Un'azienda ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello relativa a debiti contributivi verso l'Ente Previdenziale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché tardivo. La decisione chiarisce che il termine lungo impugnazione di sei mesi, nel rito del lavoro, decorre dalla data di lettura in udienza del dispositivo e della motivazione, che equivale alla pubblicazione, e non è soggetto a sospensione feriale.
Continua »
Sospensione feriale termini: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici di continuità assistenziale che chiedevano un compenso maggiore per le attività ambulatoriali. La decisione non è entrata nel merito della richiesta, ma si è basata su un vizio procedurale: il ricorso è stato presentato oltre il termine di 60 giorni. La Corte ha chiarito che alle cause trattate con il rito del lavoro non si applica la sospensione feriale termini, principio che ha reso tardiva l'impugnazione e ha determinato l'esito del giudizio.
Continua »
Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
Un ente previdenziale ha imposto un contributo di solidarietà sulla pensione di un suo iscritto tramite un regolamento interno. La Corte di Cassazione ha dichiarato tale contributo illegittimo, affermando che simili prelievi, avendo natura di prestazione patrimoniale, possono essere introdotti solo da una legge dello Stato (principio di riserva di legge) e non dall'autonoma potestà regolamentare di un ente privato. La Corte ha inoltre stabilito che il diritto alla restituzione delle somme trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
Continua »
Equa riparazione giudizio di ottemperanza: la Cassazione
Una società di costruzioni ha richiesto un'equa riparazione per l'eccessiva durata di un procedimento, in particolare nella sua fase di esecuzione contro la P.A. (giudizio di ottemperanza). Il Ministero della Giustizia si è opposto, sostenendo che la domanda fosse inammissibile per la mancata presentazione dell'istanza di prelievo, un rimedio preventivo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del Ministero, chiarendo che per i procedimenti già strutturalmente accelerati, come il giudizio di ottemperanza, l'istanza di prelievo è un adempimento inutile e la sua omissione non impedisce il diritto al risarcimento.
Continua »
Qualifica dirigenziale: la forma vince sulla sostanza
Un funzionario pubblico ha richiesto il pagamento di differenze retributive per aver svolto mansioni superiori. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che per il riconoscimento della qualifica dirigenziale è determinante la classificazione formale dell'ufficio nell'organigramma aziendale, e non la natura delle mansioni effettivamente svolte. Il principio nominalistico prevale sulla sostanza delle attività.
Continua »
Cumulo interessi rivalutazione: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha stabilito che per i crediti previdenziali sorti prima del 1992, il creditore ha diritto al cumulo di interessi e rivalutazione monetaria fino al saldo effettivo, anche se questo avviene dopo l'entrata in vigore della legge che ha introdotto il divieto. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che limitava tale cumulo al 31 dicembre 1991, affermando che la normativa applicabile è quella vigente al momento in cui il credito è maturato. Il caso riguardava il ritardato pagamento di un supplemento di pensione da parte di un ente previdenziale.
Continua »
Diritto alla difesa: sentenza nulla senza udienza orale
Una lavoratrice si era vista rigettare la richiesta di un superiore inquadramento professionale sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione ha però annullato la sentenza di secondo grado, non per il merito della questione, ma per un vizio procedurale gravissimo: la Corte d'Appello aveva ignorato la richiesta della lavoratrice di discutere oralmente la causa, violando così il suo fondamentale diritto alla difesa. Il processo dovrà quindi essere celebrato nuovamente.
Continua »
Nullità del termine: onere della prova del datore
La Corte di Cassazione ha confermato la conversione di contratti di lavoro a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato per alcuni dipendenti di una compagnia aerea. La decisione si fonda sulla nullità del termine apposto ai contratti, in quanto la società non è riuscita a dimostrare di aver rispettato i limiti quantitativi (clausola di contingentamento) previsti dalla legge. L'ordinanza ribadisce che l'onere della prova in questi casi spetta esclusivamente al datore di lavoro.
Continua »
Diritto di difesa: udienza cartolare e note non autorizzate
Una controversia su canoni di locazione non pagati per un immobile a rischio sismico arriva in Cassazione. La Suprema Corte annulla la decisione d'appello non per il merito della questione, ma per un vizio procedurale: è stato violato il diritto di difesa dell'ente ricorrente, a cui non è stato concesso un termine per replicare a una memoria non autorizzata depositata dalla controparte durante un'udienza cartolare.
Continua »
Mezzi istruttori: limiti e inammissibilità in appello
Un ex dirigente, licenziato per motivi disciplinari, ha visto il suo ricorso respinto in tutti i gradi di giudizio. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello inammissibile, sottolineando i rigidi limiti alla produzione di nuovi mezzi istruttori nel processo del lavoro. La decisione evidenzia che il ricorso per cassazione deve confrontarsi specificamente con le motivazioni della sentenza d'appello, non potendosi limitare a una generica doglianza sulla mancata ammissione di prove, pena l'inammissibilità per difetto di specificità e autosufficienza.
Continua »
Uso aziendale: quando la prassi diventa un diritto
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un lavoratore a ricevere un'indennità forfettaria per straordinari, basandosi su un consolidato uso aziendale. Nonostante l'azienda sostenesse l'assenza di una prassi vincolante, i giudici hanno stabilito che un comportamento spontaneo, generalizzato e reiterato nel tempo, che offre un trattamento più favorevole rispetto al contratto collettivo, si trasforma in un obbligo per il datore di lavoro. Il ricorso dell'azienda è stato quindi respinto, consolidando il principio che la consuetudine aziendale è fonte di diritti quesiti per i dipendenti.
Continua »
Restituzione somme: il lavoratore rende solo il netto
Un lavoratore, a seguito della riforma di una sentenza a lui favorevole, è stato condannato a restituire le somme percepite. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha stabilito che la restituzione somme deve riguardare l'importo netto effettivamente incassato e non quello lordo. Inoltre, ha chiarito che sul credito del datore non si applica il cumulo di interessi e rivalutazione previsto per i crediti di lavoro.
Continua »
Revoca incarico dirigenziale: non è demansionamento
Un dirigente amministrativo di un'azienda sanitaria, a cui era stato conferito un incarico dirigenziale in via temporanea, ha citato in giudizio l'ente dopo la revoca di tale incarico, sostenendo di aver subito un demansionamento illegittimo. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha respinto il ricorso. La Corte ha chiarito che la revoca di un incarico dirigenziale temporaneo, conferito in attesa delle procedure formali di assegnazione, non costituisce demansionamento se il dipendente viene riassegnato a mansioni riconducibili alla sua categoria contrattuale di appartenenza. L'incarico temporaneo non crea un diritto alla prosecuzione o alla formalizzazione dello stesso.
Continua »