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Art. 428 Codice di Procedura Penale — Sezione Quarta Penale

Altri anni per Art. 428 Codice di Procedura Penale

Sentenza di non luogo a procedere: vietato il ricorso per saltum
Il Tribunale pronunciava una sentenza di non luogo a procedere per furto aggravato durante l'udienza predibattimentale. Il giudice applicava la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Procura Generale contestava la violazione dei limiti di pena ed effettuava ricorso diretto per Cassazione. La Suprema Corte ha chiarito che contro il proscioglimento predibattimentale non è consentito il ricorso per saltum (ossia il salto diretto dell'appello). L'ordinamento impone infatti il previo passaggio davanti alla Corte di Appello. I giudici di legittimità hanno quindi riqualificato il ricorso in atto di appello e hanno ordinato la trasmissione del fascicolo alla competente Corte di Appello.
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Prescrizione spaccio: calcolo errato, sentenza annullata
Un giudice ha dichiarato estinto per prescrizione un grave reato di spaccio di sostanze stupefacenti, commettendo un errore nel calcolo dei termini. La Procura Generale ha impugnato la decisione e la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che, per il reato contestato (art. 73, comma 1, d.P.R. 309/90), il termine di prescrizione ordinario è di 20 anni e quello massimo di 25, ben più lungo di quello erroneamente calcolato dal primo giudice. Di conseguenza, la sentenza di non luogo a procedere è stata annullata con rinvio per un nuovo giudizio.
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Ingiusta detenzione e termine: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20953/2025, ha stabilito un principio fondamentale sul termine per richiedere la riparazione per ingiusta detenzione. Il caso riguardava un cittadino la cui richiesta era stata respinta perché ritenuta tardiva. La Corte ha chiarito che, in caso di sentenza di non luogo a procedere, il termine biennale non decorre dalla sua potenziale irrevocabilità, ma dal momento in cui diventa inoppugnabile, ovvero quando ogni mezzo di impugnazione ordinario è esaurito. Anche un appello tardivo, poi dichiarato inammissibile, sposta in avanti il dies a quo, garantendo la certezza del diritto.
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