Un imputato ha ricevuto una sentenza di non luogo a procedere emessa dal Giudice dell'Udienza Preliminare, con motivazione depositata entro trenta giorni. L'interessato ha proposto appello oltre i quindici giorni previsti dalla legge per le decisioni camerali, sostenendo l'applicabilità del termine più lungo di quarantacinque giorni riservato ai casi complessi del dibattimento. La Corte di Appello ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo la perentorietà delle scadenze ordinarie per l'udienza preliminare. Il mancato rispetto del corretto termine di impugnazione ha causato la condanna del ricorrente alle spese e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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