LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 42 Codice Penale — Anno 2022

Pagina 4 di 4

Altri anni per Art. 42 Codice Penale

Guida in stato d’ebbrezza: l’incidente senza scontro condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato d'ebbrezza, aggravata dall'aver provocato un incidente stradale in orario notturno. Il conducente contestava la validità del prelievo ematico, eseguito tre ore dopo il fatto e in un'unica soluzione, e negava la sussistenza dell'incidente in assenza di collisioni con altri veicoli. I giudici hanno chiarito che il prelievo ematico non richiede una doppia misurazione, a differenza dell'etilometro, e che la nozione di incidente stradale comprende anche la semplice fuoriuscita dalla carreggiata o l'urto contro ostacoli, senza necessità di danni a terzi. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Responsabilità penale sicurezza alimentare: vertice o preposto?
Un procuratore speciale, responsabile della sicurezza alimentare di una catena di supermercati, era stato condannato per la cattiva conservazione di cibi in un punto vendita. La Cassazione ha annullato la condanna, stabilendo che la responsabilità penale sicurezza alimentare non può essere attribuita automaticamente al vertice aziendale solo per la sua carica. Nelle strutture complesse e articolate in più sedi, la responsabilità per le violazioni igienico-sanitarie ricade sul preposto alla singola unità locale, anche in assenza di una delega scritta formale, salvo che il problema derivi da scelte strutturali o organizzative generali del titolare. La Corte ha quindi rinviato il caso per un nuovo esame.
Continua »
Coltelli in aeroporto: ammessa la particolare tenuità del fatto
Un uomo è stato condannato dal Tribunale di Genova per aver portato due coltelli a serramanico in aeroporto, dimenticati nella giacca dopo averli usati nell'orto. La difesa ha fatto ricorso sostenendo la mancanza di consapevolezza e richiedendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha rigettato il primo motivo, ritenendo la condotta comunque cosciente e volontaria. Ha invece accolto il secondo motivo: il giudice di merito aveva omesso di motivare il rifiuto della particolare tenuità del fatto, nonostante avesse riconosciuto la minima capacità a delinquere dell'imputato. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame su questo specifico punto.
Continua »