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Art. 42 Codice della Crisi d'Impresa — Sezione Quinta Civile

Altri anni per Art. 42 Codice della Crisi d'Impresa

Curatore fallimentare: la sua assenza annulla il processo
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di secondo grado in materia tributaria perché, a seguito del fallimento della società contribuente avvenuto in corso di causa, il curatore fallimentare non era stato coinvolto nel giudizio d'appello. La Corte ha stabilito che la mancata integrazione del contraddittorio nei confronti del curatore, unico soggetto legittimato a rappresentare la società fallita, costituisce un vizio insanabile che impone la cassazione della decisione e il rinvio al giudice precedente per la corretta instaurazione del processo.
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Rinuncia al ricorso: il potere del curatore
Una società in fallimento aveva impugnato un diniego di rimborso IVA, ma il ricorso era stato respinto nei gradi di merito. La curatela ha quindi proposto ricorso in Cassazione, salvo poi presentare una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, accogliendo la rinuncia, ha dichiarato estinto il giudizio. La decisione sottolinea che il curatore fallimentare ha piena legittimazione a rinunciare alle azioni legali, un atto che non richiede l'accettazione della controparte e che rende definitiva la sentenza impugnata.
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Legittimazione del fallito: quando può agire in giudizio
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza tributaria favorevole a una società, poi fallita. La Cassazione ha stabilito che la legittimazione del fallito a proseguire il giudizio è subordinata alla prova della 'mera inerzia' del curatore fallimentare. La corte territoriale aveva errato nel non accertare tale condizione, portando alla cassazione della sentenza con rinvio.
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