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Art. 418 Codice Penale — Sezione Sesta Penale

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Associazione mafiosa: la prova secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22327/2023, ha rigettato i ricorsi di due imputati condannati per partecipazione ad un'associazione mafiosa e reati connessi, confermando la solidità delle prove a loro carico. La Corte ha ribadito la distinzione tra la stabile integrazione nel sodalizio criminale e il mero favoreggiamento. Per un terzo imputato, è stata dichiarata la prescrizione per il reato di intestazione fittizia di beni, con rinvio alla Corte d'Appello per la rideterminazione della pena relativa al solo reato di esercizio abusivo di scommesse.
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Concorso esterno associazione mafiosa: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per reati legati a un'associazione di tipo mafioso. La sentenza chiarisce la distinzione tra la piena partecipazione al sodalizio e il concorso esterno, basandosi su prove derivanti da collaboratori di giustizia e intercettazioni. Per il concorrente esterno, è stato ritenuto decisivo il contributo consapevole e volontario, come la messa a disposizione dei propri locali per riunioni mafiose. Per il partecipe, è stata confermata l'integrazione stabile nella struttura organizzativa.
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Concorso esterno: la Cassazione e la prevedibilità
La Corte di Cassazione si è pronunciata sui ricorsi di tre imputati condannati per reati di mafia, tra cui partecipazione e concorso esterno in associazione mafiosa. Due ricorsi sono stati dichiarati inammissibili per vizi di merito. Il terzo è stato rigettato, con la Corte che ha ribadito i criteri per la configurabilità del concorso esterno, affermando che il contributo, anche se occasionale, deve avere un'effettiva rilevanza causale per la conservazione o il rafforzamento del clan. La Corte ha inoltre escluso la violazione del principio di prevedibilità della legge penale, ritenendo la fattispecie sufficientemente definita dalla giurisprudenza.
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