Un dipendente di un'azienda sanitaria era stato condannato per il reato di esercizio abusivo della professione di avvocato. Il dipendente ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo di non essersi mai qualificato come avvocato nei giudizi, ma di aver agito come rappresentante legale dell'ente pubblico ai sensi dell'articolo 417-bis del codice di procedura civile. La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso non manifestamente infondato, poiché i giudici di merito non avevano valutato correttamente i documenti difensivi. Di conseguenza, non essendo il ricorso inammissibile, i giudici hanno rilevato il decorso del tempo e hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna per intervenuta prescrizione del reato.
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