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Art. 415-ter Codice di Procedura Penale — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 415-ter Codice di Procedura Penale

Inerzia del pubblico ministero: la Cassazione sblocca il caso
Una cittadina figurava ancora iscritta nel registro delle persone scomparse e in un fascicolo per fatti non costituenti reato (Modello 45) da oltre tre anni, nonostante una decisione del Consiglio di Stato avesse accertato l'insussistenza della scomparsa. Il Giudice per le Indagini Preliminari aveva ordinato alla Procura di assumere le determinazioni di rito entro venti giorni, ma la Procura ha ignorato l'ordine. Successivamente, il medesimo Giudice ha respinto l'istanza difensiva volta a ottenere gli atti, ritenendo inapplicabili i rimedi di legge al registro senza reato. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della persona interessata. La Suprema Corte ha stabilito che la prolungata inerzia del pubblico ministero, unita al rifiuto di ottemperare alle disposizioni del magistrato, genera una stasi processuale intollerabile che impone l'annullamento dell'ordinanza di rigetto.
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Contraffazione opere d’arte: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo per il reato di contraffazione opere d'arte. Il caso riguardava un dipinto falsamente attribuito a un celebre artista del Rinascimento. La Corte ha stabilito che la richiesta di un attestato di libera circolazione integra il reato di 'messa in circolazione' e ha confermato la continuità normativa tra la vecchia e la nuova disciplina, respingendo le eccezioni procedurali sollevate dalla difesa.
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Atto abnorme: quando l’ordinanza del GIP non lo è
Una persona offesa ha impugnato dinanzi alla Corte di Cassazione l'ordinanza di un Giudice per le indagini preliminari (GIP) che negava l'accesso completo al fascicolo di un procedimento, sostenendo che tale diniego costituisse un atto abnorme. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che il provvedimento del GIP, pur potendo essere errato, rientra nell'esercizio dei suoi poteri e non costituisce un atto abnorme. Inoltre, non determina una stasi procedimentale irrimediabile, poiché la parte offesa ha a disposizione altri rimedi legali per tutelare le proprie ragioni.
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