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Art. 415-ter Codice di Procedura Penale — Anno 2025

Altri anni per Art. 415-ter Codice di Procedura Penale

Termine indagini: legittima la nuova iscrizione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato che lamentava l'inutilizzabilità delle prove raccolte oltre il termine indagini. La Corte ha chiarito che l'emersione di fatti-reato nuovi e distinti, anche nei confronti dello stesso soggetto, legittima una nuova e autonoma iscrizione nel registro delle notizie di reato, con un conseguente nuovo termine per le indagini, rendendo utilizzabili gli elementi raccolti.
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Calunnia: quando la denuncia contro un giudice è reato
Un cittadino, ritenendosi ingiustamente trattato in una procedura esecutiva, ha denunciato un giudice onorario per abuso d'ufficio. Il procedimento per calunnia si era concluso con un proscioglimento per particolare tenuità del fatto. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione lamentando vizi procedurali e l'assenza di dolo, sostenendo di aver solo esercitato il proprio diritto di critica. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che accusare falsamente un magistrato di un reato, con la consapevolezza della sua innocenza, integra il delitto di calunnia. La Corte ha inoltre precisato che il superamento dei termini delle indagini preliminari non comporta la nullità dell'azione penale e che la successiva scoperta di errori formali nei provvedimenti del giudice non esclude il dolo di calunnia.
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Contraffazione opere d’arte: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo per il reato di contraffazione opere d'arte. Il caso riguardava un dipinto falsamente attribuito a un celebre artista del Rinascimento. La Corte ha stabilito che la richiesta di un attestato di libera circolazione integra il reato di 'messa in circolazione' e ha confermato la continuità normativa tra la vecchia e la nuova disciplina, respingendo le eccezioni procedurali sollevate dalla difesa.
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Indagini preliminari: limiti e diritti della difesa
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un ricorso riguardante una misura cautelare per associazione mafiosa e altri reati, affrontando temi cruciali sulla durata delle indagini preliminari. La sentenza chiarisce la legittimità di una nuova iscrizione della notizia di reato per segmenti successivi di un reato permanente, differenziandola da un mero 'aggiornamento' illegittimo. Viene inoltre ribadito il diritto della difesa ad accedere alle intercettazioni e sono definiti i limiti del controllo di legittimità sulla gravità indiziaria.
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Atto abnorme: quando l’ordinanza del GIP non lo è
Una persona offesa ha impugnato dinanzi alla Corte di Cassazione l'ordinanza di un Giudice per le indagini preliminari (GIP) che negava l'accesso completo al fascicolo di un procedimento, sostenendo che tale diniego costituisse un atto abnorme. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che il provvedimento del GIP, pur potendo essere errato, rientra nell'esercizio dei suoi poteri e non costituisce un atto abnorme. Inoltre, non determina una stasi procedimentale irrimediabile, poiché la parte offesa ha a disposizione altri rimedi legali per tutelare le proprie ragioni.
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