La vicenda riguarda un meccanismo fraudolento per la compravendita illegale di cappelle cimiteriali e la traslazione abusiva di salme tramite false procure speciali e atti nulli. Gli imputati, tra cui un notaio e un intermediario, hanno eluso i regolamenti comunali impedendo la retrocessione delle aree all'amministrazione pubblica. Nonostante la prescrizione dei reati penali, la Corte di Cassazione ha confermato la configurabilità del reato di truffa ai danni del Comune e le relative condanne al risarcimento civile. I giudici hanno chiarito che l'inganno sussiste anche se l'ente pubblico non ha partecipato direttamente ai contratti, poiché la condotta illecita ha sottratto la disponibilità dei beni demaniali. La Suprema Corte ha annullato senza rinvio soltanto i risarcimenti civili a carico del titolare concessionario per mancanza di costituzione di parte civile sui reati specifici.
Continua »