La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di cinque dipendenti di una società di servizi sanitari accusati di furto aggravato e peculato di farmaci. La Corte ha chiarito che la qualifica di incaricato di pubblico servizio non si applica a chi svolge mansioni meramente materiali o d'ordine senza autonomia decisionale. Ha inoltre stabilito che la posizione di garanzia non può derivare automaticamente dalle mansioni lavorative, richiedendo una fonte giuridica specifica e il potere effettivo di impedire il reato. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la condanna per tre imputati, rinviando la decisione alla Corte d'appello per un nuovo esame, mentre ha dichiarato inammissibili i ricorsi degli altri due dipendenti, confermando le loro condanne per furto.
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