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Art. 40 Codice della Strada — Anno 2025

Altri anni per Art. 40 Codice della Strada

Omicidio stradale: la visibilità è dovere del conducente
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio stradale a carico di un conducente che aveva investito un pedone sulle strisce. La difesa, basata sulla presunta visibilità ridotta da un veicolo in sosta, è stata respinta. Secondo la Corte, la potenziale ostruzione visiva impone un dovere di maggiore prudenza e di rallentamento, non costituisce una scusante. La responsabilità del conducente in prossimità degli attraversamenti pedonali è massima.
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Omicidio stradale: la Cassazione e la velocità
Un conducente, condannato per omicidio stradale a causa dell'eccessiva velocità, ha presentato ricorso sostenendo che l'incidente fosse stato causato da una manovra d'emergenza per evitare un altro veicolo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le sentenze dei gradi precedenti. La decisione si fonda sull'incompatibilità tra le affermazioni della difesa e le prove oggettive, come le tracce di frenata e la violenza dell'impatto, che indicavano inequivocabilmente una velocità elevata come causa principale del sinistro mortale.
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Precedenza ciclista: chi ha ragione all’incrocio?
Un ciclista multato per non aver rispettato la precedenza si oppone, sostenendo che un'altra sanzione annullata avesse già definito i fatti a suo favore. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la regola della precedenza ciclista impone di fermarsi e dare la precedenza quando ci si immette nel flusso di circolazione da un percorso laterale. La Corte ha inoltre chiarito che il giudice d'appello può riesaminare i fatti relativi alla violazione impugnata, senza essere vincolato da decisioni su altre violazioni non appellate.
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Sosta vietata e omicidio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato l'assoluzione di un camionista coinvolto in un incidente mortale. Il conducente aveva lasciato il suo mezzo in sosta vietata su una carreggiata delimitata da striscia continua. La Corte ha stabilito che la Corte d'Appello ha errato nel ritenere interrotto il nesso di causalità tra la sosta irregolare e il decesso, solo perché il veicolo era visibile. La violazione della norma specifica sulla sosta vietata è stata considerata cruciale, in quanto la regola mira a prevenire proprio il tipo di rischio che si è verificato. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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Lesioni stradali: colpa per svolta con linea continua
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per lesioni stradali a un'automobilista che, effettuando una svolta a sinistra in un'area vietata da una linea continua, ha causato un incidente con un motoveicolo. La Corte ha stabilito che la violazione della segnaletica stradale costituisce il profilo di colpa principale e assorbente, rendendo secondarie altre valutazioni, come l'omesso controllo dello specchietto retrovisore. È stato inoltre dichiarato inammissibile il motivo relativo al concorso di colpa della vittima, poiché non sollevato nel precedente grado di giudizio.
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