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Art. 389 Codice Penale — Sezione Sesta Penale

Altri anni per Art. 389 Codice Penale

Mandato di arresto europeo: stop alla consegna automatica
Un cittadino straniero, dopo aver scontato una pena in Germania, viola l'obbligo di sorveglianza della condotta impostogli dai giudici tedeschi. La Germania emette quindi un mandato di arresto europeo per processarlo. La Corte di appello italiana dispone la consegna dell'uomo, ma la Cassazione annulla la decisione. I giudici supremi stabiliscono che, per concedere l'estradizione, è necessario verificare il principio della doppia punibilità. Bisogna cioè accertare se la violazione commessa all'estero sia considerata reato anche in Italia. Poiché la Corte di appello non ha verificato se la misura tedesca sia assimilabile alla libertà vigilata (la cui violazione in Italia non è reato) o a una pena accessoria, il caso viene rinviato per un nuovo esame.
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Probation Cancels Ban: No Crime After Estinzione Pene Accessorie
Un imprenditore, condannato per bancarotta e interdetto dall'esercizio d'impresa, viene accusato di aver violato tale divieto. La Cassazione lo assolve perché il fatto non sussiste. La Corte stabilisce un principio fondamentale: l'esito positivo dell'affidamento in prova al servizio sociale provoca l'automatica estinzione pene accessorie. Poiché l'affidamento si era concluso positivamente nel 2016, anche il divieto di esercitare l'impresa era già venuto meno. Di conseguenza, quando l'imprenditore ha aperto una nuova attività nel 2018, non stava violando alcuna pena, perché questa era già stata cancellata dalla legge.
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Pene accessorie: la violazione è reato penale
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche costituisce una vera e propria sanzione penale e non una mera incapacità civile. Pertanto, il soggetto che continua a esercitare poteri gestori nonostante il divieto incorre nel reato di inosservanza di pene accessorie previsto dall'art. 389 c.p. La sentenza chiarisce che la funzione di tali misure è quella di allontanare il condannato dal contesto professionale in cui ha commesso l'illecito, garantendo l'effettività della pretesa punitiva dello Stato.
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Mandato di arresto europeo: guida alla consegna
La Corte di Cassazione ha confermato la validità della consegna di un cittadino straniero alle autorità del proprio Paese in esecuzione di un Mandato di arresto europeo. Il ricorrente era accusato di furto di un escavatore e violazione di un divieto di guida. La difesa aveva contestato la proporzionalità della misura, la mancanza di informazioni sui diritti e il rischio di trattamenti inumani. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che le garanzie procedurali erano state rispettate e che le doglianze erano generiche o non sollevate correttamente nei precedenti gradi di giudizio.
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