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Art. 384 Codice di Procedura Civile — Anno 2023

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Altri anni per Art. 384 Codice di Procedura Civile

Accertamento induttivo: la Cassazione conferma l’onere
Una società di abbigliamento ha contestato un avviso di accertamento basato su un accertamento induttivo che ha ricalcolato la sua percentuale di ricarico. L'azienda sosteneva che la metodologia fosse errata, basata su un campione troppo piccolo e dati di anni non pertinenti, e che non si tenesse conto di specifici investimenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità dell'accertamento presuntivo e ribadendo che spetta al contribuente l'onere di provare la razionalità di gestioni apparentemente antieconomiche e di pratiche commerciali come l'applicazione di sconti.
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Tassabilità aree estrattive: l’ICI è dovuta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2835/2023, ha chiarito la questione della tassabilità aree estrattive ai fini ICI. Un'azienda del settore estrattivo aveva ottenuto ragione nei primi due gradi di giudizio, che avevano escluso l'imponibilità dei terreni usati come cave. La Suprema Corte ha ribaltato la decisione, stabilendo che un'area destinata a cava è considerata 'area fabbricabile' e quindi soggetta a ICI se il piano regolatore comunale ne prevede una potenziale edificabilità, anche se limitata a costruzioni strumentali all'attività. La classificazione catastale come terreno agricolo è irrilevante di fronte alla destinazione urbanistica.
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Alternatività IVA-registro: cessione crediti e imposta
Un istituto di credito ha contestato l'applicazione dell'imposta di registro proporzionale su una retrocessione di crediti. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'operazione, parte di un più ampio piano di finanziamento, rientra nel campo IVA (seppur esente) e, per il principio di alternatività IVA-registro, è soggetta solo a imposta fissa, annullando gli avvisi di liquidazione.
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Interessi moratori usura: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene su un caso di mutuo, definendo i criteri per valutare l'usura degli interessi moratori. Si chiarisce che non vanno sommati a quelli corrispettivi. La Corte affronta anche temi procedurali come la fusione societaria in corso di causa e la modifica delle spese legali in appello, accogliendo il ricorso su quest'ultimo punto.
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Modifica bando di concorso: illegittima la prova extra
Un candidato, superate le prove di una selezione pubblica, viene escluso a seguito di un 'test motivazionale' non previsto dal bando originale. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di tale modifica bando di concorso, stabilendo che l'avviso di selezione è vincolante (lex specialis) e non può essere alterato in corso d'opera, violando i principi di buona fede. La Corte ha quindi disposto l'assunzione del lavoratore.
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Spese processuali: la Cassazione sul reclamo provvisorio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19286/2023, ha stabilito che la Corte d'Appello, nel decidere un reclamo contro un provvedimento provvisorio emesso in una causa di divorzio, non può liquidare le spese processuali di quella fase. Tale decisione spetta al tribunale con la sentenza definitiva che conclude il giudizio. Il ricorso straordinario è stato ritenuto ammissibile solo per impugnare la statuizione illegittima sulle spese, in quanto idonea a formare cosa giudicata.
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Edificabilità fiscale: quando si paga l’ICI?
Un contribuente ha contestato un avviso di accertamento ICI su un'area classificata come edificabile dal nuovo piano regolatore, eccependo un preesistente vincolo di inedificabilità e un asservimento. La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini dell'edificabilità fiscale, è determinante la classificazione nel piano regolatore generale adottato dal Comune, anche prima della sua approvazione definitiva. Eventuali vincoli non eliminano l'obbligo di pagare l'imposta, ma possono incidere sulla determinazione del valore venale del terreno, che costituisce la base imponibile. Il ricorso è stato respinto.
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Falsa attestazione presenza: licenziamento legittimo
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento di una dipendente pubblica per falsa attestazione della presenza in servizio. La decisione si basava su prove raccolte durante un'indagine penale. La Corte ha chiarito che, sebbene gli atti di indagine non abbiano fede pubblica privilegiata, il giudice civile può liberamente valutarli insieme ad altre prove, come i tabulati di presenza, per accertare la condotta del lavoratore e ritenere proporzionata la massima sanzione espulsiva.
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Costi non inerenti: no ai ricavi tassabili
I costi di una società per uno yacht, utilizzato personalmente da un socio, sono stati giudicati non deducibili in quanto "costi non inerenti". La Corte di Cassazione ha confermato questa posizione, ma ha anche stabilito che i ricavi generati dallo stesso yacht devono essere esclusi dal reddito imponibile della società. Questa decisione afferma un importante principio di simmetria tra costi non deducibili e ricavi non imponibili per i beni estranei all'attività d'impresa.
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Agevolazione IRES enti ecclesiastici: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha negato a un Istituto Diocesano la riduzione dell'IRES, stabilendo che la sua vasta attività di gestione immobiliare (locazioni e vendite) costituisce un'attività commerciale. L'agevolazione IRES per enti ecclesiastici richiede non solo un fine istituzionale, ma anche che l'attività svolta non sia di natura imprenditoriale. La Corte ha inoltre confermato la tassabilità delle plusvalenze da cessione di terreni edificabili ma ha accolto il ricorso riguardo le sanzioni, ordinandone la rideterminazione in base a una legge successiva più favorevole.
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Inserimento GAE diploma magistrale: la Cassazione nega
Una docente in possesso di diploma magistrale, conseguito prima dell'anno scolastico 2001/2002, ha richiesto di essere inserita nelle Graduatorie ad Esaurimento (GAE). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il solo possesso del titolo, sebbene abilitante, non è un requisito sufficiente per l'inserimento GAE diploma magistrale, poiché tali graduatorie sono state chiuse a nuovi ingressi dalla legge n. 296/2006. La finalità della norma era quella di stabilizzare il personale precario già presente nel sistema, non di ampliarlo.
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Diploma Magistrale GAE: no a nuovi inserimenti
Un gruppo di insegnanti con diploma magistrale ha richiesto l'inserimento nelle Graduatorie ad Esaurimento (GAE). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando il suo orientamento consolidato. La Corte ha statuito che il possesso del solo diploma magistrale GAE, sebbene conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002, non costituisce titolo sufficiente per l'inclusione in tali graduatorie, in quanto la legge le ha trasformate in elenchi chiusi, e la relativa clausola di salvaguardia si applicava unicamente a chi già possedeva i requisiti per le previgenti graduatorie permanenti.
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