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Art. 382 Codice di Procedura Civile — Sezione Seconda Civile

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Altri anni per Art. 382 Codice di Procedura Civile

Patrocinio a spese dello Stato: la legittimazione ad agire
Una cittadina ammessa al patrocinio a spese dello Stato si oppone al rigetto della liquidazione dei compensi del suo avvocato. La Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso per carenza di legittimazione ad agire, affermando che solo il difensore può richiedere il pagamento dei compensi allo Stato.
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Giudicato esterno: come interpretare una sentenza
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a una servitù di passaggio, stabilendo che una precedente sentenza passata in giudicato non può essere limitata da una decisione successiva. Il caso riguardava una servitù di passaggio pedonale e carrabile riconosciuta in una sentenza del 1993. La Corte d'Appello aveva erroneamente limitato tale diritto al solo passaggio pedonale. La Cassazione ha annullato questa decisione, affermando il principio di intangibilità del giudicato esterno e chiarendo che per interpretare la portata di una sentenza si deve considerare anche la motivazione, non solo il dispositivo. La Corte ha inoltre equiparato il passaggio con 'carretto', menzionato nella vecchia sentenza, a quello con moderni mezzi meccanici, in linea con l'evoluzione tecnologica.
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Ordinanza onorari avvocato: quando l’appello è escluso
Un avvocato otteneva un'ordinanza per il pagamento dei suoi onorari. Il cliente proponeva appello, che veniva accolto. La Corte di Cassazione ha però annullato la decisione d'appello, stabilendo che la prima ordinanza onorari avvocato non era appellabile, ma solo ricorribile in cassazione. La Corte ha applicato il principio dell'apparenza, secondo cui il mezzo di impugnazione si determina in base al rito implicitamente scelto dal primo giudice, in questo caso quello sommario speciale previsto per le parcelle legali.
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Cessazione materia del contendere: effetti sulla sentenza
Una società impugna in Cassazione una condanna per violazioni edilizie. Prima della decisione, le parti raggiungono un accordo. La Corte dichiara la cessazione della materia del contendere, rendendo inefficace la sentenza precedente e compensando le spese legali. Viene chiarito che in questi casi non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Cessazione materia del contendere: accordo e spese
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in una controversia tra un condominio e un istituto bancario. Le parti, dopo aver impugnato una sentenza della Corte d'Appello relativa alla validità di alcune delibere condominiali, hanno raggiunto un accordo transattivo. La Suprema Corte ha stabilito che tale accordo fa venir meno l'efficacia della sentenza impugnata e ha disposto la compensazione integrale delle spese legali, escludendo l'obbligo del versamento del doppio contributo unificato.
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Cessazione materia del contendere: accordo tra le parti
Una complessa disputa condominiale riguardante la costruzione di un vano non autorizzato su un tetto comune giunge fino alla Corte di Cassazione. Le parti, tuttavia, raggiungono un accordo transattivo, portando la Corte a dichiarare la cessazione della materia del contendere. Questa decisione comporta la perdita di efficacia della sentenza d'appello impugnata e, aspetto cruciale, esclude l'applicazione della sanzione del raddoppio del contributo unificato.
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Restituzione deposito cauzionale: quando maturano gli interessi?
Una società versa un acconto per un immobile da un consorzio in liquidazione. La vendita salta per mancata autorizzazione ministeriale. La Cassazione chiarisce che per la restituzione deposito cauzionale con interessi è necessaria una richiesta formale (messa in mora) dopo che il diritto alla restituzione è sorto. In assenza, non sono dovuti interessi. Accolto, invece, il motivo sulla non debenza delle spese legali alla parte contumace.
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Compenso arbitro: come chiederlo in giudizio?
Un avvocato, nominato arbitro in una controversia di lavoro, ha agito in giudizio per ottenere il pagamento del suo compenso. Le corti di merito avevano respinto la domanda ritenendo che l'arbitro avrebbe dovuto utilizzare una procedura speciale. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, affermando che per richiedere il compenso arbitro è possibile avvalersi di un ordinario giudizio civile, non essendo la procedura speciale un obbligo. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Compenso CTU dopo sentenza: nullo il decreto del giudice
La Corte di Cassazione ha stabilito che un decreto di liquidazione del compenso CTU, emesso dopo la sentenza che definisce il giudizio, è nullo per carenza di potere del giudice. Una volta conclusa la causa, il giudice non può più emettere provvedimenti di questo tipo. Il consulente, per ottenere il pagamento, deve agire con un decreto ingiuntivo contro le parti. Il ricorso del consulente è stato accolto e il decreto impugnato è stato cassato senza rinvio.
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Cessazione materia del contendere: accordo e spese
Un professionista aveva impugnato in Cassazione la sentenza della Corte d'Appello sfavorevole in una causa per compensi professionali. Durante il giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, compensando integralmente le spese legali e chiarendo che, in questi casi, non è dovuto il versamento del contributo unificato aggiuntivo.
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