Una causa iniziata nel 1987 per la mancata costruzione di un immobile, promesso in vendita nel 1976, giunge in Cassazione. L'Erede della parte acquirente originale prosegue l'azione legale. Tuttavia, la Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. La decisione non riguarda il merito della costruzione, ma un vizio procedurale: l'Erede non ha fornito la prova documentale della sua qualità di erede. Senza questa dimostrazione, viene a mancare la cosiddetta legittimazione ad impugnare, ovvero il diritto di contestare la sentenza precedente. Di conseguenza, l'Erede perde la causa e viene condannata a pagare le spese legali.
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