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Art. 366 Codice di Procedura Penale — Sezione Settima Penale

Altri anni per Art. 366 Codice di Procedura Penale

Guida in stato di ebbrezza: validità dell’alcoltest
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per guida in stato di ebbrezza, dichiarando inammissibile il ricorso presentato dall'imputato. La decisione ribadisce che l'esito positivo dell'alcoltest costituisce prova legale dello stato di alterazione, spettando alla difesa l'onere di dimostrare eventuali malfunzionamenti dell'etilometro. È stata inoltre negata l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa della pericolosità della condotta, caratterizzata da un elevato tasso alcolemico, velocità eccessiva e il verificarsi di un sinistro stradale.
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Guida in stato di ebbrezza: onere della prova etilometro
Un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza ha impugnato la sentenza, sostenendo l'invalidità dell'alcoltest per mancata prova della revisione periodica. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: l'esito positivo dell'etilometro costituisce piena prova e spetta alla difesa dimostrare, con allegazioni specifiche, eventuali vizi o malfunzionamenti dello strumento. La Corte ha inoltre respinto le altre censure relative a vizi procedurali e alla mancata concessione di benefici.
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Notizia di reato tardiva: solo irregolarità processuale
Una persona condannata per guida in stato di ebbrezza ha presentato ricorso in Cassazione lamentando un ritardo nel deposito della notizia di reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la notizia di reato tardiva costituisce una semplice irregolarità procedurale, non sanzionabile e non idonea a invalidare il procedimento. Tale ritardo, secondo la Corte, sposta solo in avanti il termine per l'esercizio delle attività difensive.
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Ricorso inammissibile: la ripetitività dei motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Il ricorso è stato giudicato manifestamente infondato perché i motivi addotti erano una mera reiterazione di quelli già respinti in appello, senza un confronto critico con la motivazione della sentenza impugnata. La Corte ha inoltre chiarito che l'omesso avviso di deposito degli atti da parte del PM costituisce una mera irregolarità e non una causa di nullità.
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Validità querela institore: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato furto. La Corte ha confermato la piena validità della querela presentata dall'institore della società proprietaria del bene, in forza di una procura speciale preventiva. Inoltre, ha ribadito che l'astensione del difensore dalle udienze non ha effetto nei procedimenti a trattazione scritta (rito cartolare), non giustificando un rinvio.
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