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Art. 366-bis Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 366-bis Codice di Procedura Civile

Notificazione cartelle esattoriali: la Cassazione decide
Una società cooperativa ha impugnato delle intimazioni di pagamento, sostenendo un difetto nella notificazione delle cartelle esattoriali presupposte. La Commissione Tributaria Regionale le ha dato ragione, ma la Corte di Cassazione ha cassato la decisione. L'ordinanza chiarisce che il giudice di merito deve motivare in modo specifico le ragioni per cui ritiene una notifica irregolare. Inoltre, ha dichiarato inammissibile il ricorso incidentale della società, in quanto parte totalmente vittoriosa nel precedente grado di giudizio, e ha confermato la validità della notifica di atti processuali tramite PEC in formato .pdf.
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Detraibilità IVA contributi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla detraibilità IVA per gli acquisti finanziati con contributi pubblici. La sentenza stabilisce che spetta al contribuente l'onere di provare che le spese sostenute siano inerenti a un'attività commerciale imponibile. In assenza di tale prova, il diritto alla detrazione non può essere riconosciuto. La Corte ha annullato la decisione di merito che aveva concesso una detrazione pro-rata senza una valutazione specifica delle prove fornite, ribadendo l'importanza fondamentale dell'onere della prova in materia fiscale.
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Detraibilità IVA con contributi pubblici: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la detraibilità IVA è esclusa per gli acquisti di beni e servizi effettuati da un'associazione utilizzando contributi pubblici a fondo perduto. Se tali contributi finanziano attività istituzionali e non commerciali, gli acquisti non sono considerati imponibili ai fini IVA e, di conseguenza, l'imposta assolta non può essere detratta. La Corte ha inoltre ribadito che l'onere di provare il collegamento tra l'acquisto e un'attività commerciale imponibile spetta al contribuente.
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Amministratore di fatto: quando impugnare l’avviso
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15599/2025, chiarisce la responsabilità fiscale dell'amministratore di fatto. Se un avviso di accertamento, notificato anche all'amministratore, non viene impugnato tempestivamente, la pretesa tributaria (imposte e sanzioni) diventa definitiva. L'amministratore non potrà più contestare il merito della pretesa impugnando il successivo avviso di presa in carico, essendo quest'ultimo un atto non autonomamente impugnabile per vizi del provvedimento presupposto.
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Durata irragionevole fallimento: la Cassazione decide
Un creditore ha richiesto un indennizzo per l'eccessiva durata di una procedura fallimentare. La Corte di Cassazione, respingendo sia il ricorso del creditore per un importo maggiore, sia quello del Ministero, ha stabilito principi chiave. In particolare, ha confermato che la durata irragionevole del fallimento si calcola dal momento della presentazione della domanda di ammissione al passivo, non dalla sua successiva ammissione. Inoltre, la quantificazione dell'indennizzo rientra nella discrezionalità del giudice di merito, purché si mantenga all'interno dei limiti di legge, anche in presenza di crediti di lavoro.
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Equo indennizzo: da quando si calcola il ritardo?
Un lavoratore ha richiesto un equo indennizzo per l'eccessiva durata di una procedura fallimentare. La Corte di Cassazione ha stabilito che il ritardo irragionevole si calcola a partire dalla data di presentazione della domanda di ammissione al passivo, non dalla sua successiva approvazione. La Corte ha inoltre confermato che la scelta del moltiplicatore annuo per il calcolo dell'indennizzo rientra nella discrezionalità del giudice di merito, purché nei limiti di legge, e ha corretto la liquidazione delle spese legali, includendo una fase processuale erroneamente omessa.
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Indennità di esproprio: tassazione solo in zone A-D
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1307/2025, ha stabilito un principio fondamentale sulla tassazione dell'indennità di esproprio. La Corte ha chiarito che la plusvalenza derivante da tale indennità è soggetta a tassazione solo ed esclusivamente se i terreni espropriati si trovano all'interno delle zone omogenee A, B, C e D, come definite dagli strumenti urbanistici. La decisione accoglie il ricorso di una contribuente che aveva richiesto il rimborso delle ritenute fiscali operate su un'indennità per un terreno situato in zona H, quindi non tassabile.
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Costi da reato: quando non sono deducibili fiscalmente
La Corte di Cassazione ha confermato l'indeducibilità dei costi sostenuti da una società per servizi di trattamento rifiuti, poiché tali servizi erano parte integrante di un'attività illecita qualificabile come delitto non colposo. La sentenza stabilisce che è sufficiente l'esercizio dell'azione penale per escludere la deducibilità, respingendo la tesi della società che si dichiarava estranea ai fatti, data la stretta connessione economica e gestionale con il consorzio autore del reato. L'analisi si concentra sui costi da reato e la loro irrilevanza ai fini fiscali.
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