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Art. 365 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

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Altri anni per Art. 365 Codice di Procedura Civile

Estinzione del giudizio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che dichiarava l'estinzione di un giudizio previdenziale. La Corte ha stabilito che, per i procedimenti iniziati prima del 4 luglio 2009, l'estinzione del giudizio per mancata riassunzione non può essere dichiarata d'ufficio dal giudice, ma deve essere espressamente richiesta dalla controparte. In questo caso, mancando tale richiesta, la dichiarazione di estinzione è stata ritenuta illegittima, affermando un importante principio sulla corretta applicazione delle norme processuali nel tempo.
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Obbligo di repêchage: no a un nuovo contratto
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità di un licenziamento per giustificato motivo oggettivo. L'azienda, invece di adempiere all'obbligo di repêchage cercando una ricollocazione interna, aveva proposto al dipendente una nuova assunzione a termine con mansioni e retribuzione inferiori. Secondo la Corte, questa offerta non costituisce un valido tentativo di salvaguardare il posto di lavoro, ma ne conferma anzi la disponibilità, rendendo il recesso ingiustificato.
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Tardività ricorso cassazione: termini perentori
Un ex dirigente medico ha visto il suo appello contro una ASL respinto dalla Corte di Cassazione. Il tribunale ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa della sua tardività, essendo stato presentato oltre il termine di sei mesi previsto per le controversie di lavoro, per le quali non si applica la sospensione feriale dei termini.
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Onere della prova CCNL: la Cassazione chiarisce
Un ex collaboratore ha citato in giudizio la propria datrice di lavoro, sostenendo che il rapporto fosse di natura subordinata. La Corte d'Appello gli ha dato ragione, condannando l'azienda al pagamento di cospicue differenze retributive. L'azienda ha presentato ricorso in Cassazione, eccependo, tra l'altro, che il lavoratore non aveva rispettato l'onere della prova non depositando il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) applicabile. La Corte Suprema ha rigettato il ricorso, chiarendo che il deposito del CCNL integrale non è un requisito di validità della domanda nei gradi di merito, a differenza del giudizio di cassazione, dove è obbligatorio. La condanna è stata quindi confermata.
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