Un cittadino straniero ha richiesto il riconoscimento della protezione sussidiaria e della protezione umanitaria, temendo per la propria incolumità in caso di rientro in Nigeria. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, non riscontrando una situazione di violenza indiscriminata nel suo territorio d'origine né una vulnerabilità personale specifica. Il richiedente ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando anche la mancata considerazione della pandemia da Covid-19 nel Paese d'origine. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la valutazione della situazione del Paese d'origine spetta ai giudici di merito. Inoltre, la diffusione della pandemia da Covid-19 non costituisce di per sé un motivo per la protezione umanitaria, a meno che non si dimostrino specifiche e gravi ripercussioni sulla situazione personale del richiedente, poiché l'emergenza sanitaria colpisce indistintamente l'intera popolazione.
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