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Art. 360 Codice di Procedura Civile

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Decadenza fiscale: la Cassazione sui tributi post-sisma
Una contribuente residente in un'area colpita da un sisma ha impugnato una cartella di pagamento per tributi risalenti agli anni 1990-1992. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria, confermando la decisione di merito che aveva dichiarato l'intervenuta decadenza fiscale. I giudici hanno chiarito che le norme speciali per le calamità naturali, che prevedono la regolarizzazione dei pagamenti, non prorogano automaticamente i termini per l'iscrizione a ruolo, i quali, se scaduti, non possono essere 'rivitalizzati'.
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Incentivo economico mobilità: quando è illegittimo?
Una dipendente pubblica accetta il trasferimento presso una provincia di nuova istituzione, attratta da un incentivo economico mobilità previsto da un accordo sindacale. La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di tale incentivo, poiché non conforme e superiore ai limiti stabiliti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL), rigettando anche la richiesta di risarcimento danni per responsabilità precontrattuale.
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Incentivo economico personale pubblico: i limiti
Una dipendente pubblica, trasferita a seguito della creazione di una nuova Provincia, si è vista negare un incentivo economico previsto da un accordo sindacale locale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo la nullità della clausola. La sentenza chiarisce che la contrattazione decentrata non può introdurre trattamenti economici per il personale pubblico non previsti dal contratto collettivo nazionale, ribadendo la rigida gerarchia delle fonti nel pubblico impiego.
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Estinzione del giudizio: rinuncia congiunta in Cassazione
Un contenzioso tributario, originato da una richiesta di rimborso per i tributi versati da un contribuente residente in una zona terremotata, si conclude dinanzi alla Corte di Cassazione. Le parti, contribuente e Agenzia delle entrate, depositano un atto di rinuncia congiunta ai rispettivi ricorsi. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio e compensa interamente le spese di lite, stabilendo l'inapplicabilità del raddoppio del contributo unificato.
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Credito d’imposta dividendi: basta l’inclusione
Una società madre francese riceve dividendi dalla sua controllata italiana senza ritenuta alla fonte, grazie alla Direttiva Madre-Figlia. Chiede poi all'Italia il rimborso del credito d'imposta dividendi previsto dalla Convenzione bilaterale. La Cassazione conferma il diritto al rimborso, stabilendo che è sufficiente l'inclusione dei dividendi nella base imponibile della madre in Francia, anche se su di essi non viene pagata imposta effettiva, per evitare la doppia imposizione economica e garantire la neutralità fiscale.
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Licenziamento lavoratore part-time: limiti e oneri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29337/2023, ha chiarito i principi relativi al licenziamento lavoratore part-time che rifiuta la trasformazione del rapporto in full-time. La Suprema Corte ha annullato la decisione di merito che aveva dichiarato nullo il licenziamento, specificando che il giudice non deve sindacare la scelta imprenditoriale, ma verificare se il datore di lavoro ha provato l'impossibilità di utilizzare diversamente la prestazione del lavoratore (principio dell'extrema ratio) e se il motivo ritorsivo era l'unica e determinante causa del recesso.
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Danno da licenziamento illegittimo: guida completa
La Cassazione chiarisce che l'indennità per licenziamento illegittimo non copre tutti i danni. Il lavoratore ha diritto a provare e ottenere un ulteriore risarcimento per il danno professionale e per il danno esistenziale subiti, distinti dalla mera perdita della retribuzione.
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Visita preassuntiva: non è condizione sospensiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29333/2023, ha stabilito che la necessità di una visita preassuntiva non costituisce una condizione sospensiva per l'assunzione se l'accordo transattivo tra le parti prevedeva un'assunzione "contestuale alla sottoscrizione". Un'azienda di trasporti è stata condannata a risarcire tre lavoratori per il ritardo nell'assunzione, poiché la Corte ha ritenuto che l'azienda si fosse assunta il rischio di eventuali ritardi nell'espletamento della visita medica.
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Compenso avvocato transazione: quando paga la controparte
Un avvocato ha citato in giudizio il suo ex cliente e la controparte (un condominio) per il pagamento delle sue spettanze, dopo che questi avevano concluso una transazione a sua insaputa. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del legale contro il condominio, specificando che la responsabilità solidale per il compenso dell'avvocato in caso di transazione, prevista dall'art. 68 della Legge Professionale Forense, si applica unicamente allo specifico procedimento oggetto dell'accordo e non all'intera controversia. La Corte ha inoltre confermato la negligenza del professionista per aver lasciato scadere un atto di precetto.
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Esenzioni vittime del dovere: la decorrenza dell’IRPEF
Un contribuente, riconosciuto vittima del dovere, ha richiesto il rimborso dell'IRPEF versata sulla sua pensione per gli anni dal 2012 al 2016. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che le esenzioni per le vittime del dovere si applicano solo a partire dal 1° gennaio 2017, data fissata esplicitamente dalla Legge n. 232/2016. La Corte ha sottolineato che l'equiparazione legislativa con le vittime del terrorismo è stata un processo progressivo e non retroattivo.
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Doppia imposizione: basta la residenza fiscale?
Una contribuente residente in Svizzera ha chiesto il rimborso di imposte pagate in Italia su plusvalenze e dividendi, invocando la Convenzione sulla doppia imposizione. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per beneficiare del trattato è sufficiente dimostrare la residenza fiscale estera e il potenziale assoggettamento a imposta, non l'effettivo pagamento del tributo.
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Legittimazione attiva scissione: a chi spetta il rimborso?
Una società impugna il diniego di un rimborso IRAP dopo una scissione parziale. La Corte di Cassazione chiarisce la legittimazione attiva scissione: il diritto al rimborso spetta alla società beneficiaria se il credito è connesso al ramo d'azienda trasferito. L'istanza era anche tardiva.
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Doppia imposizione: basta la residenza fiscale estera
Una contribuente residente in Svizzera ha richiesto il rimborso di imposte pagate in Italia, in base alla convenzione sulla doppia imposizione. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per ottenere i benefici è sufficiente dimostrare la residenza fiscale e la potenziale soggezione a tassazione nello Stato estero, senza necessità di provare l'effettivo pagamento delle imposte su quei redditi.
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Deducibilità IRAP retroattiva: Cassazione fissa i limiti
Una società si è vista negare il rimborso per l'IRAP versata dal 1998 al 2003. La Cassazione ha confermato i limiti alla deducibilità IRAP retroattiva, ribadendo che la norma non si applica ai periodi d'imposta per cui era già scaduto il termine per la richiesta di rimborso. La decisione sottolinea l'ampia discrezionalità del legislatore in materia fiscale.
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Opponibilità al fallimento: la Cassazione decide
La Cassazione rigetta il ricorso di una banca, confermando che la mancanza di data certa rende i contratti inopponibili alla procedura concorsuale. L'ordinanza chiarisce l'onere della prova a carico del creditore e i limiti dell'opponibilità al fallimento degli estratti conto, sottolineando come il curatore sia considerato un terzo rispetto ai rapporti del fallito.
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Deposito cauzionale: la restituzione è dovuta?
Una società conduttrice citava in giudizio il locatore a causa di infiltrazioni d'acqua, cercando di evitare il pagamento dei canoni. I tribunali di merito hanno dato ragione al locatore, poiché il danno era stato causato da un terzo. La Corte di Cassazione ha confermato gran parte della decisione, ma ha annullato la parte relativa al deposito cauzionale. Poiché il locatore non aveva impugnato la constatazione iniziale del pagamento del deposito, tale fatto è diventato definitivo, e il conduttore ha diritto alla sua restituzione.
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Accertamento con adesione: perché è intangibile?
Due società avevano definito la loro posizione fiscale tramite un accertamento con adesione, basato sulla non deducibilità di costi legati a presunti illeciti penali. Successivamente, hanno richiesto il rimborso delle imposte versate, sostenendo che al momento dell'accordo non fosse stata ancora esercitata l'azione penale. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, ribadendo il principio secondo cui l'accertamento con adesione, una volta perfezionato con il pagamento, diventa intangibile e non può essere messo in discussione, nemmeno tramite un'istanza di rimborso, che rappresenterebbe una forma di impugnazione non consentita.
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Notifica cartella al portiere: le regole speciali
Un'ordinanza della Cassazione affronta il tema della validità della notifica di una cartella di pagamento consegnata al portiere. La Corte ha sospeso la decisione sul contrasto tra norme generali e speciali in materia di notifiche, in attesa di verificare l'esito della procedura di definizione agevolata (c.d. "Rottamazione") richiesta dal contribuente. La questione centrale riguarda se, per la notifica cartella al portiere, sia necessaria una seconda raccomandata informativa al destinatario.
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Responsabilità socio uscente: limiti e obbligazioni
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29306/2023, ha chiarito i limiti della responsabilità del socio uscente di una società di persone. Un socio che recede non è responsabile per le obbligazioni sociali, come i canoni di locazione, che diventano esigibili dopo la data del suo recesso, anche se il contratto è stato stipulato quando era ancora in società. La decisione sottolinea che la responsabilità del socio uscente è limitata temporalmente al periodo di sua permanenza, a condizione che il recesso sia stato comunicato ai terzi.
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Risarcimento danni locazione: motivazione e oneri
Un locatore ha citato in giudizio una società alberghiera per i gravi danni riscontrati nell'immobile alla fine del contratto. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione della Corte d'Appello sulla quantificazione dei danni, ritenendo la motivazione per la riduzione del risarcimento 'apodittica', ovvero priva di una giustificazione logica e fattuale. La sentenza sottolinea l'obbligo del giudice di fornire una spiegazione trasparente nel calcolo del risarcimento danni locazione, anche quando opera una valutazione equitativa.
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