LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 360 Codice di Procedura Civile

Pagina 1282 di 40

Notifica cartella fallimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito la piena legittimità della notifica di una cartella di pagamento a una società dopo la dichiarazione di fallimento. La Corte chiarisce che tale atto non costituisce un'azione esecutiva, vietata dalla legge fallimentare, ma un atto di accertamento prodromico e necessario per la successiva insinuazione del credito nel passivo fallimentare. La sentenza impugnata è stata inoltre cassata per 'motivazione apparente', poiché si era limitata a richiamare la decisione di primo grado senza argomentare.
Continua »
Incarichi dirigenziali: il ricorso è inammissibile
Una dipendente pubblica ha impugnato l'assegnazione di incarichi dirigenziali ritenendola illegittima e contraria a buona fede. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi procedurali. La ricorrente non aveva trascritto né localizzato gli atti essenziali del procedimento, violando il principio di specificità e impedendo alla Corte di valutare il merito della questione.
Continua »
Risarcimento danni software: il caso della Cassazione
Una società cliente ha richiesto un risarcimento danni software a un fornitore per inadempimento. A seguito del recesso anticipato del fornitore, si sono verificate anomalie e carenze di assistenza che hanno compromesso l'archiviazione digitale delle fatture. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del fornitore, confermando la condanna al pagamento dei danni per l'acquisto di un nuovo software e per la perdita di produttività, stabilita dalla Corte d'Appello.
Continua »
Prova usucapione: onere e limiti del ricorso
Due individui ricorrono in Cassazione dopo che i tribunali di merito hanno respinto la loro richiesta di acquisire una proprietà per usucapione. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, sottolineando che i ricorrenti non hanno fornito la prova usucapione richiesta. La sentenza evidenzia che contestare il possesso della controparte non è sufficiente; è necessario dimostrare positivamente il proprio possesso continuo e ininterrotto. L'appello è stato respinto perché non ha affrontato la ragione centrale della decisione del tribunale inferiore.
Continua »
Servitù di passaggio: onere della prova e confini
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del proprietario di un fondo che accusava un terzo vicino di aver ristretto una servitù di passaggio. La decisione si fonda sulla totale assenza di prove a carico del vicino, ribadendo che chi accusa ha l'onere di dimostrare i fatti che afferma. La Corte ha chiarito che non è possibile chiedere in Cassazione una nuova valutazione dei fatti già accertati in appello, specialmente quando la decisione impugnata si basa proprio sulla carenza probatoria.
Continua »
Servitù per destinazione del padre di famiglia: la guida
In un caso riguardante l'accesso a servizi comuni, la Corte di Cassazione ha chiarito un principio fondamentale sulla servitù per destinazione del padre di famiglia. La Corte ha stabilito che, per la sua costituzione, lo stato di asservimento tra due fondi deve esistere al momento della prima divisione della proprietà originaria, non al momento di vendite successive. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per aver erroneamente valutato il momento temporale e per aver mal interpretato una domanda relativa all'illegittima unificazione di utenze idriche.
Continua »
Indivisibilità servitù: la Cassazione chiarisce
Un proprietario ha contestato il diritto di passaggio di un vicino, sostenendo che una recente divisione del terreno avesse estinto la servitù. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione dei giudici di merito, riaffermando il principio di indivisibilità della servitù. Secondo la Corte, la divisione del fondo dominante non comporta l'estinzione automatica del diritto di passaggio per le nuove porzioni, anche se dotate di accesso alternativo, a meno che non sia espressamente previsto nell'atto di divisione.
Continua »
Danno presunto: come si calcola il risarcimento?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26884/2024, chiarisce che la violazione delle distanze legali non genera un risarcimento automatico. Il danneggiato deve allegare un pregiudizio concreto. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva liquidato il danno senza specificare i criteri di calcolo, introducendo il concetto di danno presunto che richiede una prova, anche per presunzioni, del pregiudizio subito.
Continua »
Ricorso inammissibile: i requisiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile a causa della sua formulazione generica e del mancato rispetto del principio di autosufficienza. La decisione sottolinea che l'appello non può essere un pretesto per richiedere un nuovo esame dei fatti, ma deve limitarsi a censure di legittimità, formulate in modo specifico e completo. Il caso nasceva da una controversia su un contratto di fornitura, ma la Cassazione si è concentrata esclusivamente sui vizi procedurali dell'atto di impugnazione.
Continua »
Responsabilità solidale appalti: il caso dei reparti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26881/2024, ha stabilito che la responsabilità solidale per i crediti dei lavoratori, tipica dei contratti d'appalto, può essere applicata anche a contratti atipici, come la gestione di un reparto all'interno di un supermercato. Il caso riguardava due lavoratrici di una pescheria gestita da una società terza all'interno di un punto vendita della grande distribuzione. La Corte ha chiarito che, al di là della qualificazione formale del contratto, è necessario verificare se l'operazione configuri un decentramento produttivo che crei un rischio per i lavoratori. La sentenza della Corte d'Appello è stata annullata con rinvio per una nuova valutazione basata su questo principio.
Continua »
Giurisdizione giudice amministrativo: il giudicato prevale
Un ex dipendente pubblico chiede di essere ammesso al passivo di un ente in liquidazione per un credito da retribuzione. La Cassazione respinge il ricorso, confermando che la giurisdizione del giudice amministrativo, una volta consolidata da un giudicato, prevale sulla procedura concorsuale. Il Tribunale fallimentare non può riesaminare un diritto già negato in via definitiva dall'organo giurisdizionale competente.
Continua »
Responsabilità amministratore: Cassazione e ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'ex amministratrice contro la sentenza che ne affermava la responsabilità per mala gestio di una società fallita. L'ordinanza sottolinea che la carica formale comporta l'assunzione di responsabilità e che i motivi di ricorso devono essere specifici e non meramente ripetitivi delle difese dei gradi precedenti. La Corte ha respinto le eccezioni sulla prescrizione e sulla presunta estraneità ai fatti, confermando l'onere dell'amministratore di provare la correttezza del proprio operato.
Continua »
Responsabilità banca assegno: basta la carta d’identità
Un istituto di credito è stato citato in giudizio da una compagnia assicurativa per aver pagato un assegno non trasferibile a una persona non legittimata, identificata con un solo documento. La Corte di Cassazione ha annullato la precedente condanna, stabilendo che la responsabilità della banca per un assegno pagato male non sussiste se l'identificazione del presentatore è avvenuta tramite un documento d'identità valido e privo di alterazioni evidenti. La Corte ha chiarito che non vi è alcun obbligo di legge di richiedere un secondo documento o di effettuare ulteriori indagini.
Continua »
Fondo patrimoniale: onere della prova sul debitore
Un contribuente si oppone a un'iscrizione ipotecaria su beni conferiti in un fondo patrimoniale. La Cassazione rigetta il ricorso, ribadendo che spetta al debitore l'onere della prova di dimostrare l'estraneità del debito ai bisogni familiari.
Continua »
Chiamata in garanzia: quando si estende la domanda?
Una società siderurgica ha citato in giudizio una banca per il pagamento di un assegno alterato. La banca convenuta ha chiamato in causa un terzo istituto di credito in garanzia. La Corte di Cassazione ha stabilito che in un caso di chiamata in garanzia, la domanda dell'attore non si estende automaticamente al terzo. L'attore avrebbe dovuto formulare esplicitamente una domanda anche contro il terzo, cosa che non ha fatto tempestivamente, portando al rigetto delle sue pretese verso quest'ultimo.
Continua »
Onere della prova conti correnti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, interviene su un caso di addebiti illegittimi su un conto corrente, chiarendo la ripartizione dell'onere della prova tra cliente e banca. La Corte ha stabilito che per interessi ultralegali e anatocismo, l'illegittimità può emergere dagli estratti conto, mentre per la commissione di massimo scoperto spetta al cliente provare l'assenza di un accordo. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione sulla prescrizione e sulla commissione di massimo scoperto.
Continua »
Equiparazione retributiva: no agli arretrati senza atto
Un ex militare di un corpo ausiliario ha richiesto il pagamento di arretrati per l'equiparazione retributiva al personale delle Forze Armate. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'interpretazione degli atti amministrativi interni che dispongono l'adeguamento è una questione di fatto, non di diritto. Inoltre, né tali atti né i regolamenti contabili interni costituiscono norme di diritto idonee a fondare la pretesa economica.
Continua »
Responsabilità del comune: convenzione e segretario
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente locale contro la sentenza che escludeva la responsabilità del comune convenzionato per la revoca di un segretario. La decisione sottolinea che la responsabilità per la cessazione del rapporto ricade solo sul comune datore di lavoro, a meno che non si provi un contributo causale dell'altro ente, e ribadisce l'inefficacia del ricorso incidentale tardivo se quello principale è inammissibile.
Continua »
Mutuo di scopo nullo: onere della prova e Cassazione
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito sostenendo la nullità di alcuni contratti di mutuo di scopo, poiché le somme erogate sarebbero state utilizzate per ripianare debiti pregressi anziché per le finalità pattuite. I giudici di primo e secondo grado hanno respinto la domanda. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'onere di provare la diversa destinazione delle somme grava sul mutuatario. La Corte ha inoltre precisato che il mancato rispetto dello scopo non rende automaticamente il mutuo di scopo nullo, configurandosi piuttosto come un inadempimento contrattuale.
Continua »
Perdita di chance: onere della prova e risarcimento
Un dirigente ha citato in giudizio un'amministrazione pubblica per danni derivanti da perdita di chance, sostenendo che le procedure di selezione per incarichi dirigenziali erano illegittime. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, riaffermando che per ottenere un risarcimento non è sufficiente dimostrare l'irregolarità della procedura, ma è indispensabile provare un nesso di causalità e una concreta probabilità di successo che è andata perduta a causa di tale irregolarità.
Continua »