LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 360 Codice di Procedura Civile

Pagina 1041 di 40

Scorrimento graduatoria: quando è un obbligo?
La Corte di Cassazione ha stabilito che lo scorrimento della graduatoria di un concorso pubblico non costituisce un diritto soggettivo per il candidato idoneo quando il posto si rende vacante dopo essere stato occupato dal vincitore. Un ricercatore, classificatosi quarto in un concorso, aveva chiesto l'assunzione dopo che la vincitrice, assunta da anni, aveva rinunciato all'incarico. La Corte ha chiarito che, una volta coperto il posto, il concorso esaurisce i suoi effetti. La decisione di coprire la nuova vacanza attingendo alla vecchia graduatoria rientra nel potere discrezionale della Pubblica Amministrazione e non è un atto dovuto.
Continua »
Procedimento disciplinare: riattivazione e prove penali
Un dipendente pubblico è stato licenziato per aver fatto timbrare il proprio cartellino da un collega. Ha impugnato il licenziamento sostenendo che il procedimento disciplinare fosse tardivo e basato su prove insufficienti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che il procedimento disciplinare può essere legittimamente riattivato prima che la sentenza penale diventi definitiva e che le prove raccolte in sede penale sono utilizzabili.
Continua »
Iscrizione ipotecaria: una nuova comunicazione è lecita
Un contribuente ha impugnato una comunicazione di iscrizione ipotecaria, sostenendo che fosse illegittima perché ne era stata annullata una precedente. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che l'annullamento di una comunicazione non impedisce all'Agente della Riscossione di emetterne una nuova. La Corte ha inoltre evidenziato che la sentenza di annullamento, su cui si basava il ricorso, era stata a sua volta cassata, facendo cadere il fondamento dell'impugnazione.
Continua »
Detassazione ambientale: la Cassazione chiarisce
Una società contesta un avviso di accertamento IRES per il 2010, relativo al calcolo della detassazione ambientale per un impianto fotovoltaico. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della società, stabilendo che, per l'anno d'imposta in questione, la norma di riferimento è il Regolamento (CE) n. 800/2008. Tale regolamento, a differenza della precedente disciplina, non richiede di sottrarre i profitti operativi dei primi cinque anni dal costo dell'investimento ammissibile. La Corte chiarisce la gerarchia delle fonti UE e il concetto di 'rinvio mobile' della normativa nazionale a quella comunitaria.
Continua »
Critica del dipendente: i limiti sui social network
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una sanzione disciplinare contro una dipendente di un ente di ricerca per aver pubblicato post critici su un social network. La sentenza chiarisce che la critica del dipendente, anche se espressa fuori dall'orario di lavoro, è soggetta ai limiti della continenza e della verità dei fatti, soprattutto quando la qualifica professionale del lavoratore può ledere l'immagine del datore di lavoro.
Continua »
Inammissibilità ricorso cassazione: guida ai motivi
Un avvocato dipendente del settore pubblico ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione della Corte d'Appello riguardante il suo rapporto di lavoro, il licenziamento e diverse pretese economiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'intero ricorso inammissibile, sottolineando i rigorosi requisiti procedurali per adire la Suprema Corte. La decisione evidenzia che non è sufficiente proporre una diversa interpretazione dei fatti, ma è necessario contestare specificamente la 'ratio decidendi' (la ragione giuridica della decisione) della sentenza impugnata, pena l'inammissibilità del ricorso per cassazione.
Continua »
Scorrimento graduatorie: si applica la riserva posti?
La Cassazione stabilisce che in caso di scorrimento graduatorie concorsuali, l'amministrazione deve rispettare le quote di riserva posti previste dalla legge al momento della decisione di assumere, ribaltando una decisione di merito che aveva escluso tale obbligo.
Continua »
Diritto all’assunzione: il contratto part time è valido
Due dipendenti pubblici, idonei a un concorso per posizioni a tempo pieno, venivano assunti con contratti part-time. Impugnavano tale assunzione rivendicando il diritto al tempo pieno. La Corte di Cassazione ha dichiarato il loro ricorso inammissibile, confermando la validità del contratto part-time volontariamente sottoscritto. La Corte ha stabilito che la scelta dell'amministrazione di assumere a condizioni diverse da quelle del bando è legittima e il contratto firmato prevale sulle pretese originarie.
Continua »
Giudicato implicito: quando una domanda è preclusa?
Un lavoratore ha citato in giudizio degli enti pubblici per ottenere un risarcimento danni relativo a una procedura di assunzione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del giudice di merito secondo cui la pretesa era preclusa dal principio del giudicato implicito. La stessa domanda, infatti, era stata presentata in via subordinata in un precedente giudizio e, sebbene non esaminata esplicitamente, si considerava implicitamente rigettata a seguito dell'accoglimento della domanda principale.
Continua »
Lavoratori LSU: risarcimento per contratto a termine
Un gruppo di lavoratori ex LSU ha citato in giudizio un Comune per ottenere la conversione dei loro contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato e il relativo risarcimento. La Corte di Cassazione, confermando la decisione della Corte d'Appello, ha dichiarato inammissibile il ricorso del Comune. La Suprema Corte ha stabilito che, a prescindere dalla qualificazione formale, se le mansioni svolte sono di natura subordinata, i lavoratori LSU hanno diritto alle tutele previste, inclusi il risarcimento del danno, la progressione economica e il TFR.
Continua »
Carenza di interesse: ricorso inammissibile in Cassazione
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento fino in Cassazione. Durante il giudizio, ha aderito alla definizione agevolata (rottamazione), chiedendo l'estinzione del processo. La Corte ha ritenuto la prova della rottamazione insufficiente a estinguere il giudizio, non essendo provato il collegamento con l'atto impugnato. Tuttavia, ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, interpretando l'adesione alla sanatoria come una rinuncia a proseguire la causa.
Continua »
Diritto all’inquadramento e prescrizione: la Cassazione
La Cassazione chiarisce che il diritto all'inquadramento superiore nel pubblico impiego non è uno status imprescrittibile, ma un diritto soggetto a prescrizione decennale. Il ricorso di una dipendente, che chiedeva il riconoscimento della qualifica dirigenziale, è stato respinto perché l'azione è stata intrapresa dopo la scadenza del termine di prescrizione, decorrente dalla stipula del contratto che ne definiva la qualifica.
Continua »
Prescrizione diritto qualifica: la Cassazione decide
Un dipendente pubblico ha citato in giudizio la sua amministrazione regionale per ottenere una qualifica dirigenziale superiore, sostenendo che tale diritto fosse imprescrittibile come uno 'status'. I tribunali di merito e la Corte di Cassazione hanno respinto la richiesta, confermando che si applica la prescrizione del diritto alla qualifica decennale. Il diritto del lavoratore è stato considerato estinto a causa della sua inerzia nel contestare l'inquadramento iniziale e della successiva accettazione di un nuovo contratto individuale, rendendo la sua azione legale tardiva.
Continua »
Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società impugnava un avviso di accertamento per maggiore Irpeg. Dopo essere risultata soccombente in appello, ricorreva in Cassazione. Durante il giudizio, aderiva alla definizione agevolata delle liti pendenti prevista dal D.L. 50/2017. La Corte di Cassazione, accogliendo l'istanza, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, precisando che ciò non comporta l'estinzione del debito, non essendo stato integralmente saldato. Le spese legali sono state dichiarate irripetibili.
Continua »
Rimborso costi fideiussione: quando scatta l’interesse
La Corte di Cassazione chiarisce il diritto al rimborso costi fideiussione per i crediti IVA. L'Agenzia delle Entrate deve rimborsare non solo i costi ma anche gli interessi legali, che però decorrono non dalla data della garanzia, ma da quando il diritto al rimborso del credito IVA è divenuto definitivo. L'ordinanza specifica che l'obbligo sorge alla scadenza dei termini per l'accertamento fiscale.
Continua »
Somministrazione a termine PA: Danno senza 36 mesi
La Corte di Cassazione stabilisce che l'abuso della somministrazione a termine PA si configura con la sola violazione dei requisiti di temporaneità, dando diritto al risarcimento del danno anche se non si superano i 36 mesi di contratto. La Corte d'Appello aveva erroneamente negato il risarcimento basandosi solo sulla durata. La Cassazione cassa la sentenza e rinvia, affermando che la mancanza di cause eccezionali è sufficiente a provare l'illecito.
Continua »
Rimborso Iva cessionario: chi può chiederlo allo Stato?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 197/2026, ha stabilito che il cliente finale (cessionario) non ha la legittimazione a richiedere direttamente all'Erario il rimborso dell'Iva pagata in eccesso al proprio fornitore. Il rapporto tributario intercorre esclusivamente tra il fornitore (cedente) e l'Amministrazione Finanziaria. L'unica via per il cessionario è un'azione civilistica di ripetizione dell'indebito verso il fornitore. La Corte ha chiarito le limitate eccezioni a questo principio, consolidando un orientamento fondamentale sul tema del rimborso Iva cessionario.
Continua »
Definizione agevolata: no se l’atto è annullato
Una società impugna una cartella di pagamento, ma l'Agenzia delle Entrate la annulla in autotutela. La società chiede comunque la definizione agevolata della lite. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, stabilendo che la definizione agevolata non è possibile se l'atto contestato non esiste più al momento della domanda, anche se la causa è formalmente ancora pendente. Il ricorrente viene sanzionato per abuso del processo.
Continua »
Rimborso Iva: detrazione per costi prima dell’attività
Una società agricola chiede il rimborso Iva per investimenti pre-attività. La Cassazione chiarisce che il rimborso Iva è legittimo anche per i costi preparatori, a condizione che l'intenzione di avviare l'attività sia provata. Tuttavia, il contribuente deve sempre dimostrare l'effettivo pagamento delle fatture.
Continua »
Transazione con garante: quando non vincola il debitore
La Corte di Cassazione ha stabilito che una transazione tra un creditore (una banca) e il garante non si estende automaticamente al debitore principale. Se quest'ultimo non dichiara espressamente di volerne profittare, l'accordo non ha alcun effetto nei suoi confronti. Proseguire la causa equivale a un rifiuto tacito della transazione con garante, permettendo al debitore di continuare a far valere le proprie ragioni, come la richiesta di rimborso per pagamenti non dovuti.
Continua »