L'Agenzia delle Entrate ha controllato lo studio di un professionista nel 2015, redigendo un verbale per gli anni precedenti. Successivamente, l'Ufficio ha svolto un'indagine interna autonoma basata sulle carte già acquisite, recuperando imposte non dichiarate per il 2014. Il professionista ha impugnato l'atto sostenendo che il Fisco doveva redigere un nuovo verbale e attendere sessanta giorni prima della notifica. La Corte di Cassazione ha confermato la validità dell'atto: l'estensione dell'indagine svolta internamente costituisce un accertamento a tavolino. In questa ipotesi, l'Amministrazione non deve notificare un ulteriore verbale di chiusura né concedere una nuova pausa difensiva di sessanta giorni, trattandosi di elaborazioni eseguite d'ufficio senza nuovi accessi fisici nei locali professionali.
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