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Art. 358 Codice di Procedura Penale — Sezione Settima Penale

Altri anni per Art. 358 Codice di Procedura Penale

Reato di ricettazione: possesso ingiustificato e condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per il reato di ricettazione. L'imputato sosteneva che il Pubblico Ministero non avesse indagato a suo favore e che mancasse la prova della sua malafede. La Suprema Corte ha chiarito che, per configurare il reato di ricettazione, la prova dell'elemento soggettivo (la consapevolezza della provenienza illecita) può derivare dalla mancata o non attendibile spiegazione sulla provenienza del bene. L'imputato ha infatti l'onere di fornire una giustificazione credibile sul possesso dell'oggetto. Infine, i giudici hanno respinto la richiesta di improcedibilità per decorso dei termini, poiché la riforma si applica solo ai reati commessi dopo il primo gennaio 2020, mentre il fatto risale al 2014. L'imputato è stato condannato anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso in Cassazione: condanna per associazione
Una persona condannata per partecipazione ad un'associazione criminale ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Corte ha stabilito l'inammissibilità del ricorso in Cassazione perché i motivi presentati non denunciavano reali violazioni di legge. L'imputata, infatti, cercava di ottenere una nuova valutazione delle prove, come le intercettazioni, un compito che non spetta alla Corte Suprema. Quest'ultima si limita a controllare la corretta applicazione delle norme (giudizio di legittimità) e non può riesaminare i fatti come un tribunale di merito. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto, la condanna è diventata definitiva e la ricorrente è stata condannata a pagare le spese processuali.
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Reato impossibile: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per false dichiarazioni a pubblico ufficiale. Viene chiarito che non si configura il reato impossibile quando la falsità della dichiarazione è di per sé sufficiente a integrare il delitto, a prescindere dal fatto che il pubblico ufficiale sia stato o meno tratto in inganno. La Corte ribadisce inoltre i rigorosi limiti dei vizi deducibili in sede di legittimità.
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