L'Imputato, alla guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l e a una velocità di circa 150-160 km/h, ha tamponato violentemente un'utilitaria sull'autostrada, causandone il ribaltamento e la morte del conducente. La Corte d'Appello lo ha condannato a cinque anni di reclusione per il reato di omicidio stradale. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando la mancata valutazione di ricostruzioni alternative dell'incidente e l'eccessività della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la responsabilità esclusiva dell'Imputato. I giudici hanno chiarito che le ipotesi alternative della difesa erano puramente congetturali e che la pena inflitta rispetta pienamente i criteri di proporzionalità e gravità del fatto.
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