Le Sezioni Unite della Cassazione hanno confermato il rigetto della domanda di iscrizione all'Albo ordinario presentata da un avvocato stabilito. Il professionista richiedeva la dispensa dalla prova attitudinale dopo tre anni di attività in Italia. Tuttavia, l'istruttoria ha rivelato che l'attività svolta era limitata a sole quattro collaborazioni giudiziarie in tre anni, senza prova di un adeguato giro d'affari o di un apporto professionale significativo. La Corte ha stabilito che l'integrazione richiede un esercizio effettivo e regolare, valutabile dal Consiglio dell'Ordine in base a parametri qualitativi e quantitativi concreti.
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