Un aspirante agente di Polizia Penitenziaria, non idoneo alla prova fisica di un concorso, ha cercato di ottenere un vantaggio illecito. Un intermediario gli ha chiesto denaro e un pacco di generi alimentari, millantando di poter influenzare un pubblico ufficiale per superare la prova. L'aspirante ha anche falsificato documenti per migliorare il suo punteggio. Il Tribunale del riesame ha applicato gli arresti domiciliari per traffico di influenze illecite e falsificazione. La Cassazione ha annullato la misura per il traffico di influenze, richiedendo una motivazione più approfondita sulla reale mediazione illecita, ma ha confermato la falsificazione dei documenti.
Continua »