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Art. 346-bis Codice Penale — Sezione Quinta Penale

Altri anni per Art. 346-bis Codice Penale

Concorso Pubblico: Traffico di Influenze Illecite e Falsi Documenti
Un aspirante agente di Polizia Penitenziaria, non idoneo alla prova fisica di un concorso, ha cercato di ottenere un vantaggio illecito. Un intermediario gli ha chiesto denaro e un pacco di generi alimentari, millantando di poter influenzare un pubblico ufficiale per superare la prova. L'aspirante ha anche falsificato documenti per migliorare il suo punteggio. Il Tribunale del riesame ha applicato gli arresti domiciliari per traffico di influenze illecite e falsificazione. La Cassazione ha annullato la misura per il traffico di influenze, richiedendo una motivazione più approfondita sulla reale mediazione illecita, ma ha confermato la falsificazione dei documenti.
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Errore di fatto: quando il ricorso è inammissibile
Un ex politico, condannato in via definitiva per traffico di influenze illecite, ha presentato un ricorso straordinario per errore di fatto in seguito all'abrogazione del reato di abuso d'ufficio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che un'errata interpretazione giuridica (nella specie, la riconducibilità della condotta a una nuova fattispecie di reato) costituisce un errore di diritto e non un errore di fatto, unico presupposto per l'ammissibilità di tale rimedio.
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Corruzione per certificati medici: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di corruzione per certificati medici, dichiarando inammissibili la maggior parte dei ricorsi presentati dagli imputati. Tuttavia, la Corte ha corretto d'ufficio l'applicazione delle pene accessorie, annullando l'interdizione perpetua dai pubblici uffici per i corruttori in quanto non prevista dalla legge vigente all'epoca dei fatti. Inoltre, uno dei reati contestati è stato dichiarato estinto per prescrizione. La sentenza chiarisce i limiti dell'appello e il principio di legalità della pena.
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Collusione militare: la Cassazione annulla l’assoluzione
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio l'assoluzione di un ufficiale della Guardia di Finanza dall'accusa di collusione militare. La Corte ha accolto il ricorso del Procuratore Generale, ritenendo che la Corte d'Appello non avesse adempiuto al proprio dovere di rivalutare in modo completo i fatti, come indicato in una precedente sentenza di annullamento. Secondo i giudici supremi, per il reato di collusione militare è sufficiente il semplice accordo illecito, a prescindere dal raggiungimento del fine fraudolento. È stato invece dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato contro la condanna per accesso abusivo a sistema informatico.
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