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Art. 340 Codice di Procedura Penale — Sezione Seconda Penale

Altri anni per Art. 340 Codice di Procedura Penale

Falso carabiniere: la sostituzione di persona resta reato
Un uomo si è finto carabiniere in servizio per conquistare la fiducia della vittima e convincerla a versare denaro su una carta di pagamento ricaricabile. I giudici di merito lo hanno condannato per truffa e sostituzione di persona. Durante il ricorso in Cassazione, la persona offesa ha ritirato la denuncia mediante accordo formale. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il delitto di truffa grazie alla remissione della querela. Tuttavia, i giudici hanno confermato in via definitiva la responsabilità per il reato di sostituzione di persona. La qualifica di pubblico ufficiale possiede un valore legale autonomo e non resta assorbita nel raggiro economico. La Corte ha rinviato il procedimento a una diversa sezione della Corte di appello esclusivamente per ricalcolare la pena residua a carico dell'imputato.
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Truffa e remissione di querela: condanna cancellata ma spese vive
La Corte d'appello aveva condannato l'imputato per truffa aggravata ai danni di due persone. Il condannato ha proposto ricorso per cassazione denunciando violazioni di legge e vizi logici della motivazione. Poco prima dell'udienza di legittimità, le vittime hanno depositato formale atto di rinuncia alla costituzione di parte civile e remissione di querela tramite procuratore speciale. L'imputato ha formalmente accettato tale revoca. Trattandosi di un reato procedibile a querela di parte, i giudici supremi hanno cancellato la precedente condanna ed eliminato le statuizioni civilistiche risarcitorie. In assenza di un patto espresso tra le parti sui costi giudiziari, la Corte ha tuttavia posto a carico del prosciolto le spese vive anticipate dallo Stato.
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Truffa e condanna: la remissione di querela cancella il reato
I giudici di merito condannano l'imputato per plurimi episodi di truffa ai danni di diversi cittadini. Il condannato impugna la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Durante la pendenza del ricorso, le persone offese decidono di ritirare formalmente le accuse tramite i propri procuratori speciali. L'imputato accetta ritualmente tale rinuncia. La Suprema Corte accerta la validità degli atti depositati e dichiara estinti i reati per remissione di querela. La riforma penale rende la truffa procedibile solo a querela di parte anche in presenza di recidiva qualificata. I giudici di legittimità annullano senza rinvio la condanna precedente e addebitano le spese del procedimento penale all'imputato, in mancanza di accordi contrari tra le parti.
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Truffa per bene diverso: la remissione di querela cancella la pena
I giudici di merito hanno condannato un venditore per il reato di truffa perché ha consegnato all'acquirente un bene diverso da quello pattuito. L'imputato ha presentato ricorso per cassazione sostenendo l'assenza di inganni iniziali e qualificando la vicenda come un semplice inadempimento contrattuale. Nelle more del giudizio, la persona offesa ha ritirato formalmente la propria denuncia e l'imputato ha accettato il ritiro. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il reato per remissione di querela. Tale revoca prevale su qualsiasi profilo di inammissibilità e cancella la precedente condanna penale, ponendo a carico dell'imputato soltanto il pagamento delle spese di giudizio.
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Tentata Truffa Annullata: La Remissione di Querela Estingue il Reato
Un Lavoratore è stato condannato per tentata truffa, accusato di non aver pagato interamente una fornitura di porte. La Corte d'Appello aveva confermato la sua responsabilità. Il Lavoratore ha presentato ricorso, contestando l'attendibilità della persona offesa e la validità dell'identificazione fotografica. Tuttavia, durante il processo, la persona offesa ha ritirato la sua accusa (remissione di querela), e il Lavoratore ha accettato. La Corte di Cassazione ha quindi annullato la condanna, dichiarando il reato estinto per remissione di querela, ma ha condannato il Lavoratore al pagamento delle spese processuali.
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Remissione di querela: frode assicurativa estinta, ma non per tutti
La Cassazione ha esaminato due ricorsi contro una condanna per frode assicurativa. Il Primo Imputato ha chiesto l'estinzione del reato per intervenuta **remissione di querela** da parte della Compagnia Assicurativa, regolarmente accettata. Il Secondo Imputato ha contestato la valutazione delle prove. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del Secondo Imputato per genericità, condannandolo alle spese. Ha invece annullato la condanna del Primo Imputato, riconoscendo l'estinzione del reato per **remissione di querela**. Un esito diverso per due situazioni simili.
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Remissione di querela: condanna annullata ma spese a carico
Un imputato riceveva una condanna per il delitto di appropriazione indebita nei gradi di merito. Successivamente, la persona offesa formalizzava la remissione di querela. L'imputato depositava l'atto in sede di legittimità chiedendo la cessazione del procedimento penale. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna senza rinvio per sopravvenuta estinzione del reato. La remissione di querela produce efficacia estintiva quando il querelato manifesta chiaramente la volontà di accettarla o non la ricusa. I giudici hanno posto le spese del procedimento a carico del soggetto imputato.
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Truffa: Remissione di Querela Estingue il Reato, ma non le Spese
Due individui erano stati condannati per truffa. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna. Durante il ricorso in Cassazione, la vittima ha ritirato la sua denuncia, formalizzando la remissione di querela, che è stata accettata dai condannati. La Corte di Cassazione ha quindi annullato la sentenza senza rinvio, dichiarando il reato estinto. I condannati devono comunque pagare le spese processuali, nonostante la remissione di querela abbia estinto il reato.
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Remissione di querela: il perdono estingue il reato e annulla la condanna
Un Lavoratore è stato condannato per un reato contro la persona. Ha presentato ricorso in Cassazione. Durante l'iter del ricorso, è intervenuta la remissione di querela da parte della persona offesa, regolarmente accettata dal Lavoratore. La Corte di Cassazione ha riconosciuto che la remissione di querela estingue il reato, anche se il ricorso era stato proposto per altri motivi. Di conseguenza, la sentenza di condanna è stata annullata senza rinvio, e il reato è stato dichiarato estinto. Il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Truffa e remissione di querela: la Cassazione annulla la condanna
Un organizzatore di viaggi subisce un processo penale per il reato di truffa dopo la cancellazione di una vacanza programmata. I giudici di merito condannano l'imputato, il quale propone ricorso per Cassazione contestando la prescrizione e diversi vizi procedurali. Prima della decisione finale di legittimità, la persona offesa deposita la formale remissione di querela e l'imputato dichiara la propria accettazione. La Suprema Corte dichiara quindi l'estinzione del reato e annulla la sentenza impugnata senza rinvio, addebitando le spese processuali all'imputato querelato secondo la legge.
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Appropriazione indebita: la remissione cancella la condanna
Un imprenditore subisce una condanna nei primi gradi di giudizio per il reato di appropriazione indebita di apparecchiature informatiche concesse in leasing. L'accusa contestava la mancata restituzione dei beni nei termini stabiliti dopo la risoluzione del contratto. L'imprenditore propone ricorso in Cassazione. Egli dimostra di non aver mai voluto trattenere i beni come propri, avendoli messi a disposizione della società di leasing in un deposito aziendale comunicato via PEC. Prima della decisione sui motivi del ricorso, la società di leasing presenta formale remissione della querela e l'imputato accetta la rinuncia. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del reato per intervenuta remissione di querela e annulla la condanna, ponendo le spese del procedimento a carico dell'imputato.
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Remissione di querela: l’estinzione del reato in Cassazione
L'Imputato, condannato per il reato di appropriazione indebita, ha presentato ricorso in Cassazione evidenziando la sopravvenuta remissione di querela. La Persona Offesa ha infatti ritirato la denuncia prima della scadenza dei termini per l'impugnazione, e L'Imputato ha regolarmente accettato tale scelta. La Corte di Cassazione ha ritenuto ammissibile il ricorso proposto al solo scopo di introdurre nel processo l'accordo estintivo. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando il reato estinto. Le spese del procedimento sono state poste a carico dell'Imputato come previsto dalla legge.
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Remissione di querela: condanna annullata per accordo
Un cittadino affronta un processo penale con l'accusa iniziale di estorsione. I giudici di merito riqualificano il fatto nel reato meno grave di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Questo illecito richiede la condizione di procedibilità a querela di parte. La persona offesa presenta formale rinuncia e l'accusato accetta regolarmente l'atto. Nonostante la pace tra le parti, la condanna permane nei gradi precedenti. La Corte di Cassazione accerta la tempestiva remissione di querela e dichiara la totale estinzione del reato, annullando la sentenza senza rinvio e ponendo le spese processuali a carico dell'imputato.
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Condanna cancellata con la remissione della querela
Un cittadino, precedentemente condannato dalla Corte di Appello per il reato di appropriazione indebita aggravata, ha proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione. Durante la fase di legittimità, la persona offesa ha presentato la formale remissione della querela, revocando contestualmente la propria costituzione di parte civile. L'imputato ha accettato tale revoca. La Suprema Corte ha preso atto dell'accordo tra le parti e ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna precedente. Di conseguenza, il reato è stato dichiarato estinto proprio grazie alla remissione della querela. L'imputato ha ottenuto la cancellazione della condanna penale e delle statuizioni civili di risarcimento, venendo unicamente condannato al pagamento delle spese del procedimento.
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Remissione di querela: condanna annullata ma spese a carico
Un allevatore viene condannato nei primi gradi di giudizio per il reato di pascolo abusivo commesso su terreni altrui. L'imputato propone ricorso davanti alla Corte di Cassazione contestando l'utilizzabilità delle prove e la liquidazione dei danni alla parte civile. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la persona offesa presenta formale remissione di querela, puntualmente accettata dall'imputato. La Corte di Cassazione accoglie l'accordo tra le parti e dichiara l'estinzione del reato. La remissione di querela prevale sulle possibili cause di inammissibilità del ricorso, azzerando le sanzioni penali inflitte nei gradi precedenti. Tuttavia, non essendoci un patto diverso tra le parti, la Corte pone a carico dell'imputato le spese del processo penale.
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Remissione della querela: addio condanna e risarcimento
L'Imputato era stato condannato nei precedenti gradi di giudizio per il reato di appropriazione indebita, con l'obbligo di risarcire i danni alla parte civile. Prima della decisione della Corte di Cassazione, la Persona Offesa ha presentato formale remissione della querela, accettata dall'imputato. Trattandosi di un reato perseguibile a querela di parte, la Suprema Corte ha rilevato l'estinzione del reato. I giudici hanno quindi disposto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata, revocando tutte le statuizioni civili. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle sole spese processuali, in mancanza di accordi diversi tra le parti.
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Frode assicurativa: condanna cancellata da querela ritirata
L'Imputato era stato condannato per il reato di frode assicurativa in relazione al danneggiamento di un veicolo di sua proprietà. Il difensore ha proposto ricorso in Cassazione eccependo diversi vizi procedurali, tra cui la nullità delle notifiche e la mancanza di prove sull'effettivo utilizzo del mezzo. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, la compagnia assicurativa ha presentato la remissione di querela, formalmente accettata dall'Imputato. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando l'estinzione del reato per intervenuta remissione di querela, ponendo le spese processuali a carico dell'Imputato.
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Remissione di querela: come cancella la condanna in Cassazione
L'Imputato, condannato nei precedenti gradi di giudizio per frode assicurativa, ha proposto ricorso per Cassazione. Il ricorso mirava esclusivamente a far valere la remissione di querela, regolarmente accettata, avvenuta dopo la sentenza d'appello ma prima della scadenza dei termini per l'impugnazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, confermando che la remissione di querela estingue il reato anche in questa fase. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, ponendo le spese del processo a carico dell'imputato.
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Insolvenza fraudolenta: la pace tra le parti cancella la condanna
Il caso riguarda un uomo condannato nei precedenti gradi di giudizio alla pena di tre mesi di reclusione per il reato di insolvenza fraudolenta. L'imputato aveva proposto ricorso per Cassazione contestando la sussistenza del dolo e l'emissione di un assegno privo di copertura. Tuttavia, prima dell'udienza di legittimità, la persona offesa ha formalmente rimesso la querela e l'imputato ha accettato tale revoca. La Corte di Cassazione, non riscontrando elementi per un proscioglimento nel merito, ha preso atto dell'accordo tra le parti. Di conseguenza, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando l'estinzione del reato per intervenuta remissione della querela e condannando il ricorrente al solo pagamento delle spese processuali.
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Remissione di querela: il perdono cancella la condanna
Due imputati hanno proposto ricorso in Cassazione contro una condanna della Corte d'Appello. Durante la pendenza del ricorso, la persona offesa ha presentato la remissione di querela, formalmente accettata dagli imputati. La Corte di Cassazione ha stabilito che la remissione di querela, se ritualmente accettata, estingue il reato anche durante il giudizio di legittimità, prevalendo sulle cause di inammissibilità del ricorso, purché questo sia stato presentato nei termini. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando estinto il reato e ponendo le spese processuali a carico degli imputati in assenza di un accordo diverso.
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