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Art. 34 Costituzione — Anno 2023

Altri anni per Art. 34 Costituzione

Trasferimento dei detenuti: studio a distanza contro sede vicina
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto che contestava il proprio trasferimento presso un altro istituto penitenziario, lamentando la lesione del proprio diritto allo studio universitario. La Corte ha chiarito che il trasferimento dei detenuti può derogare al principio di territorialità per motivi di sicurezza o organizzazione. Inoltre, nel caso di specie, non sussisteva alcun pregiudizio concreto al diritto allo studio, poiché il detenuto poteva continuare a sostenere gli esami universitari tramite video-collegamento anche dalla nuova struttura. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Incompatibilità avvocato: divieto doppia iscrizione
La Corte di Cassazione ha confermato la cancellazione di un legale dall'albo a causa dell'incompatibilità avvocato derivante dall'iscrizione all'albo degli odontoiatri. La decisione chiarisce che la semplice iscrizione formale ad un altro albo professionale non autorizzato è sufficiente per determinare l'esclusione, a prescindere dall'effettivo esercizio della seconda attività o da finalità di studio.
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Istruzione parentale: limiti al controllo dei servizi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23802/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di istruzione parentale (homeschooling). Il caso riguardava due genitori a cui era stato imposto il monitoraggio dei servizi sociali nonostante la Corte d'Appello avesse riconosciuto la legittimità della loro scelta di educare la figlia a casa. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, affermando che il controllo dei servizi sociali, essendo una misura limitativa della responsabilità genitoriale, è giustificato solo in presenza di un accertato rischio di pregiudizio per il minore e non può derivare dalla sola scelta, pienamente legittima, di avvalersi dell'istruzione parentale.
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Associazione mafiosa e riesame: limiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo in custodia cautelare per associazione mafiosa e narcotraffico. La sentenza ribadisce che una condanna pregressa, unita a nuovi elementi probatori, costituisce un grave indizio di colpevolezza per dimostrare la continuità del vincolo associativo. Vengono inoltre chiariti i limiti delle censure ammissibili in sede di riesame, come la non deducibilità di vizi relativi all'interrogatorio di garanzia e i requisiti per contestare la motivazione del provvedimento cautelare.
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