L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento nei confronti di un socio detentore del 37,5% delle quote di una società a ristretta base partecipativa, presumendo la distribuzione di utili extracontabili. Il socio ha impugnato l'atto. Nel frattempo, i giudici tributari hanno annullato l'accertamento presupposto emesso contro la società con una sentenza non ancora definitiva. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco, confermando che il giudizio sull'accertamento redditi del socio è autonomo rispetto a quello della società. Non sussiste un obbligo di sospensione necessaria del processo. Il giudice può legittimamente decidere di non sospendere la causa e uniformarsi alla decisione, anche non definitiva, che ha annullato l'atto impositivo della società.
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