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Art. 337 Codice Penale — Sezione Sez. F Penale

Altri anni per Art. 337 Codice Penale

Ricorso per cassazione inammissibile: colpa non contestata
I giudici hanno condannato l'imputato per detenzione di stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale. Durante il processo di secondo grado, la difesa ha contestato solo la quantificazione della pena e la mancata concessione delle attenuanti. Successivamente, l'imputato ha promosso un ricorso per cassazione per contestare l'accertamento della propria colpevolezza e la pena inflitta. I giudici supremi hanno dichiarato inammissibile l'impugnazione. La legge vieta di sollevare questioni sulla colpevolezza per la prima volta davanti alla Corte di legittimità se tali questioni non sono state discusse in appello. La Suprema Corte ha confermato la condanna e ha imposto al ricorrente le spese legali e tremila euro da versare alla Cassa delle ammende.
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Resistenza a pubblico ufficiale: la testata in manette condanna
Durante una perquisizione antidroga, Il Genero si opponeva con violenza agli agenti, tentando di colpire un assistente con una testata nonostante fosse ammanettato. Successivamente, la polizia trovava altra droga addosso alla Suocera nella sua abitazione. La Corte d'Appello condannava entrambi: Il Genero per detenzione di stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale, la Suocera per concorso nello spaccio. La Cassazione ha confermato le condanne. Per Il Genero, il tentativo di testata configura pienamente il reato di resistenza a pubblico ufficiale, escludendo la tesi della resistenza passiva. Per la Suocera, il possesso personale della droga e di denaro ingiustificato escludono la semplice connivenza non punibile, provando il concorso attivo. Il ricorso del Genero è inammissibile, quello della Suocera è rigettato.
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Ricettazione e furto: la prova indiziaria è sufficiente
Due individui sono stati condannati per ricettazione di veicoli e per una serie di furti in abitazione. I ricorsi in Cassazione, basati sulla presunta insufficienza di prove, sono stati respinti. La Corte ha stabilito che un quadro di prove indiziarie gravi, precise e concordanti — come l'uso sistematico di auto rubate per commettere crimini, la partenza dal domicilio di uno degli imputati e il ritrovamento della refurtiva nella stessa abitazione — è sufficiente per fondare una condanna per ricettazione e furto, superando la necessità di una prova diretta.
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