La Corte di Cassazione ha confermato un decreto di espulsione per pericolosità sociale nei confronti di un cittadino straniero con precedenti per tentato omicidio. Nonostante l'uomo avesse intrapreso un breve percorso di reinserimento socio-lavorativo, i giudici hanno ritenuto che questo non fosse sufficiente a cancellare una lunga storia di violenza e insofferenza alle regole. La Corte ha stabilito che la valutazione della pericolosità deve considerare l'intera condotta della persona in Italia, dando maggior peso ai gravi reati commessi rispetto ai recenti, seppur positivi, tentativi di riabilitazione. L'appello del cittadino è stato quindi respinto.
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