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Art. 335 Codice di Procedura Civile — Anno 2022

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Altri anni per Art. 335 Codice di Procedura Civile

Riunione delle impugnazioni: fisco e calcio uniti in Cassazione
Una società sportiva e la sua controllante hanno impugnato avvisi di accertamento per IRES e IRAP relativi a transazioni, plusvalenze su cessioni di calciatori e contratti di compartecipazione. Dopo i gradi di merito, la società ha proposto ricorso per Cassazione. Poiché entrambe le parti hanno segnalato la pendenza di un altro ricorso contro la stessa sentenza della Commissione Tributaria Regionale, la Suprema Corte ha disposto il rinvio della causa. Il giudice ha ordinato la riunione delle impugnazioni ai sensi dell'articolo 335 del codice di procedura civile, per garantire una decisione unitaria ed evitare contrasti di giudicato.
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Litisconsorzio processuale: l’errore del giudice ferma il fisco
L'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di accertamento per operazioni inesistenti nei confronti di una contribuente e del figlio, amministratore di fatto. I contribuenti hanno impugnato gli atti. Il giudice di primo grado ha accolto parzialmente i ricorsi. In appello, la Commissione Tributaria Regionale ha deciso le cause separatamente con due diverse sentenze, omettendo di riunire i procedimenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei contribuenti, rilevando la violazione del litisconsorzio processuale. I giudici di legittimità hanno chiarito che la mancata riunione di appelli proposti contro la stessa sentenza determina la nullità delle decisioni per violazione del diritto di difesa e del principio di ragionevole durata del processo. La Corte ha quindi cassato le sentenze impugnate, rinviando la causa al giudice d'appello per una trattazione unitaria.
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Opposizione alla stima: la Cassazione unisce i ricorsi divisi
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di opposizione alla stima relativo a un esproprio che coinvolgeva un Ente Pubblico e diverse società private. Durante il giudizio, l'Ente Pubblico ha segnalato la pendenza di altri due ricorsi collegati alla stessa sentenza d'appello, inclusa una decisione sulla revocazione. Per evitare contrasti di giudicato e garantire la coerenza delle decisioni, la Suprema Corte ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Con questo provvedimento, i giudici hanno disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa per consentire la trattazione congiunta di tutte le impugnazioni pendenti. La decisione assicura che un'unica udienza valuti complessivamente la legittimità della stima dell'indennizzo espropriativo.
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Compensi professionali dell’avvocato: no a sconti senza prove
Gli eredi di un legale hanno richiesto il pagamento dei compensi professionali dell'avvocato per l'attività svolta dal defunto in favore di alcuni clienti. Il Tribunale aveva ridotto drasticamente la somma, detraendo un presunto acconto in contanti ritenuto non contestato e liquidando d'ufficio anche la fase di merito, mai richiesta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso degli eredi. I giudici hanno stabilito che l'acconto era stato espressamente contestato nel verbale d'udienza e che il giudice non può liquidare voci non richieste dalle parti. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova quantificazione dei compensi.
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Equivalenza terapeutica nei farmaci: stop alle gare senza AIFA
Una centrale di committenza regionale ha indetto una gara d'appalto per l'acquisto di farmaci biologici contro l'emofilia, raggruppandoli in un unico lotto. L'ente ha ritenuto che la comune classificazione scientifica bastasse a dimostrare l'equivalenza terapeutica nei farmaci, senza chiedere il parere preventivo dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Le aziende farmaceutiche escluse hanno impugnato la gara. Il Consiglio di Stato ha annullato l'appalto, ritenendo obbligatorio il parere dell'AIFA. La centrale regionale ha fatto ricorso in Cassazione, lamentando un'invasione di campo del giudice nelle scelte amministrative. Le Sezioni Unite hanno dichiarato inammissibile il ricorso: interpretare le norme sull'equivalenza terapeutica spetta al giudice e non costituisce un eccesso di potere. Vince l'associazione dei pazienti e le aziende farmaceutiche ricorrenti originarie; la gara d'appalto resta annullata.
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Equivalenza terapeutica dei farmaci: no al fai-da-te nelle gare
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi contro la sentenza del Consiglio di Stato riguardante una gara d'appalto per l'acquisto di medicinali. La controversia nasceva dalla decisione della centrale di committenza regionale di considerare equivalenti due farmaci per l'emofilia senza richiedere il preventivo parere dell'AIFA. Il Consiglio di Stato, in sede di revocazione, ha annullato la gara evidenziando che la semplice comunanza della classificazione ATC non esclude l'obbligo di consultare l'AIFA per accertare l'equivalenza terapeutica dei farmaci con diversi principi attivi. La Cassazione ha confermato che tale decisione rientra nei pieni poteri interpretativi del giudice amministrativo, escludendo qualsiasi eccesso di potere giurisdizionale. Di conseguenza, l'annullamento della gara d'appalto è definitivo.
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Definizione agevolata: la Cassazione estingue la lite con il Fisco
L'Amministrazione Finanziaria ha rettificato il valore di alcuni terreni acquistati da una società, richiedendo imposte integrative. Successivamente, ha emesso un secondo avviso per recuperare le imposte non versate a causa di un'aliquota errata. L'Acquirente e i Venditori hanno impugnato i provvedimenti. Durante la causa in Cassazione, L'Acquirente ha presentato domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del Decreto Legge 119/2018, pagando la prima rata. La Suprema Corte ha riunito i due giudizi connessi e ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Di conseguenza, la controversia si è conclusa definitivamente e le spese del giudizio sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, senza applicazione del doppio contributo unificato.
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