LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 331 Codice di Procedura Penale — Anno 2026

Pagina 3 di 3

Altri anni per Art. 331 Codice di Procedura Penale

Giudicato esterno e recupero IVA: la Cassazione decide
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per il recupero dell'IVA relativa a una franchigia maturata tramite un condono fiscale del 2002, successivamente dichiarato incompatibile con il diritto dell'Unione Europea. La società contribuente, operante nel settore delle telecomunicazioni, aveva già ottenuto una sentenza favorevole definitiva riguardante la legittimità delle variazioni in diminuzione IVA per gli stessi anni d'imposta. La Suprema Corte ha stabilito che l'esistenza di un giudicato esterno favorevole al contribuente preclude qualsiasi ulteriore pretesa del fisco sullo stesso rapporto tributario, rendendo nullo l'atto di recupero.
Continua »
Raddoppio dei termini: limiti tra IVA e IRAP
La Corte di Cassazione ha analizzato la legittimità del raddoppio dei termini per l'accertamento tributario in un caso di fatture per operazioni inesistenti. La decisione chiarisce che il raddoppio opera per IRPEF e IVA anche se il reato è prescritto, poiché conta l'obbligo oggettivo di denuncia penale al momento della verifica. Tuttavia, la Corte ha stabilito che il raddoppio dei termini non è applicabile all'IRAP, in quanto le violazioni relative a tale imposta non hanno rilevanza penale. Viene inoltre confermata la validità delle norme transitorie che salvaguardano gli atti già notificati, escludendo disparità di trattamento tra i contribuenti.
Continua »
Indagini bancarie: nullità per omessa motivazione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento IRPEF originato da indagini bancarie. Il punto centrale della decisione riguarda la nullità della sentenza d'appello per omessa motivazione: il giudice non si era pronunciato sull'eccezione relativa alla mancata allegazione dell'autorizzazione necessaria per eseguire le indagini bancarie. La Corte ha inoltre chiarito che il raddoppio dei termini di accertamento opera sulla base della configurabilità astratta di un reato tributario, indipendentemente dall'esito del processo penale, a meno che non si tratti di assoluzioni con formule specifiche previste dalla normativa recente.
Continua »
Raddoppio dei termini: quando scatta per i soci
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in merito alla legittimità del raddoppio dei termini per l'accertamento fiscale nei confronti del socio di una società a ristretta base. Il caso riguardava un contribuente, titolare del 90% delle quote, a cui era stata imputata la distribuzione di utili extracontabili derivanti da un accertamento induttivo sulla società. La Corte ha chiarito che il raddoppio dei termini opera in presenza di seri indizi di reato tributario, indipendentemente dall'effettivo accertamento penale o dalla condanna. Inoltre, ha sanzionato la sentenza di appello per motivazione apparente, poiché si era limitata a confermare acriticamente la decisione di primo grado senza analizzare le contestazioni dell'ufficio.
Continua »
Operazioni soggettivamente inesistenti e onere prova
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di una società coinvolta in operazioni soggettivamente inesistenti ai fini IVA. La sentenza conferma la legittimità del raddoppio dei termini per gli accertamenti in presenza di reati tributari e chiarisce che spetta all'Amministrazione Finanziaria provare, anche tramite presunzioni, che il contribuente fosse consapevole della frode.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del raddoppio termini accertamento per una società immobiliare a fronte di violazioni con rilievo penale. Il caso analizza la validità di un avviso di accertamento emesso in sostituzione di un atto precedente annullato in autotutela per vizi formali. La Suprema Corte chiarisce che il raddoppio opera per la sola sussistenza dell'obbligo di denuncia e che l'amministrazione può rinnovare l'atto impositivo senza necessità di nuovi elementi conoscitivi, purché entro i termini decadenziali.
Continua »
Raddoppio termini accertamento: no all’IRAP
La Corte di Cassazione ha stabilito che il raddoppio dei termini di accertamento, previsto in presenza di reati fiscali, non è applicabile all'IRAP. Analizzando il caso di un imprenditore, la Corte ha accolto il ricorso su questo specifico punto, annullando la sentenza precedente per quanto riguarda l'imposta regionale. Viene invece confermato che per IRPEF e IVA il raddoppio è legittimo se sussiste l'obbligo di denuncia penale, anche in assenza di una condanna.
Continua »