La Corte di Cassazione ha confermato la piena legittimità del sequestro probatorio disposto dalla Procura su documenti e smartphone appartenenti a due indagati. L'indagine riguardava una presunta frode basata sull'intestazione fittizia di aeromobili a trust esteri per eludere il fisco italiano. Quando le forze dell'ordine non hanno rinvenuto i velivoli per eseguire il sequestro preventivo, il magistrato ha vincolato la documentazione commerciale e i supporti digitali per il reato di trasferimento fraudolento di valori. Gli indagati hanno contestato la misura, definendola una ricerca esplorativa priva di una valida notizia di reato. I giudici supremi hanno respinto il ricorso, stabilendo che la sparizione dei beni unita al quadro indiziario preesistente giustifica pienamente il sequestro probatorio degli elementi utili a ricostruire la condotta illecita.
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