Un pilota di ultraleggero è stato condannato per omicidio colposo e disastro aviatorio colposo dopo che il suo velivolo è precipitato, causando la morte della passeggera. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, ritenendo inammissibile il ricorso del pilota. I giudici hanno accertato la sua responsabilità per negligenza, imprudenza e imperizia, avendo tentato una manovra di riattaccata in condizioni proibite e con velocità eccessiva, violando le normative sul traffico aeroportuale per i mezzi ultraleggeri. La caduta dell'aeromobile ha integrato il concetto di disastro aviatorio colposo, creando un pericolo per la pubblica incolumità. La Corte ha respinto le eccezioni sulla competenza del giudice e sulla prova della responsabilità.
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