La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22496/2024, ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per porto d'arma clandestina. La Corte ha confermato la validità della ricognizione informale dell'arma da parte dei testimoni come prova, sottolineando che il suo valore probatorio dipende dall'attendibilità del teste e dal prudente apprezzamento del giudice. Ha inoltre dichiarato inammissibile l'eccezione di incompetenza del giudice monocratico perché sollevata tardivamente.
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