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Art. 327 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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Altri anni per Art. 327 Codice di Procedura Civile

Accertamenti bancari soci: quando sono legittimi?
La Corte di Cassazione conferma la legittimità degli accertamenti bancari estesi ai conti correnti dei soci di una S.R.L. a ristretta base sociale. Nel caso specifico, un socio impugnava un avviso di accertamento per IRPEF, scaturito da indagini sui conti personali suoi e del coniuge, anch'esso socio. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che in presenza di una compagine sociale ristretta, specialmente a carattere familiare, e di una sproporzione tra i redditi dichiarati dai soci e le movimentazioni bancarie, si presume che tali somme siano ricavi non dichiarati della società. Spetta al contribuente fornire la prova contraria.
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Accertamenti bancari società: conti soci e presunzioni
Una società a responsabilità limitata ha impugnato un avviso di accertamento fondato su indagini bancarie effettuate sui conti correnti personali dei soci. Poiché i soci non disponevano di redditi personali in grado di giustificare le ingenti somme movimentate, l'Agenzia delle Entrate ha presunto che si trattasse di ricavi non dichiarati della società. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso della società, confermando la validità degli accertamenti bancari società. È stato ribadito il principio secondo cui, per le società a ristretta base sociale, le movimentazioni sui conti dei soci sono legittimamente attribuibili all'ente, invertendo l'onere della prova a carico del contribuente.
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Deducibilità costi familiari: quando è negata?
Un contribuente si è visto negare la deducibilità di costi e la detrazione IVA per fatture emesse dal padre. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dell'Agenzia delle Entrate, qualificando il rapporto come collaborazione familiare non deducibile. La Corte ha stabilito che, essendo la ditta del padre cancellata dal registro imprese prima dell'emissione delle fatture, l'operazione non era soggetta a IVA, rendendo indetraibile l'imposta esposta in fattura. Il ricorso del contribuente è stato quindi integralmente rigettato.
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Accertamenti bancari sui soci: quando sono validi?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22430/2025, ha rigettato il ricorso di una S.r.l. contro un avviso di accertamento basato su indagini bancarie estese ai conti correnti dei soci. La Corte ha confermato che, in presenza di società a ristretta base sociale, è legittimo presumere che le movimentazioni sui conti personali dei soci, specie se sproporzionate rispetto ai loro redditi dichiarati (impossidenti), siano riconducibili all'attività d'impresa. Questi accertamenti bancari sono dunque uno strumento valido per ricostruire il reddito non dichiarato della società. La sentenza chiarisce inoltre che non sussiste litisconsorzio necessario tra la società di capitali e i soci nel relativo contenzioso.
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Definizione agevolata coobbligato: estingue il processo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a carico di una società, poiché il debito IRES contestato era già stato saldato dal suo socio unico, in qualità di coobbligato, tramite una definizione agevolata. La Corte ha stabilito che, essendo il debito unico, il suo pagamento estingue la materia del contendere per tutti i soggetti coinvolti, rendendo superflua la prosecuzione del processo.
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Appello incidentale tardivo: le conseguenze
Con la sentenza n. 34590/2019, la Cassazione Civile, Sez. V, chiarisce le conseguenze di un appello incidentale tardivo. Il caso riguarda una società che, dopo aver proposto un appello principale (poi dichiarato inammissibile), ne proponeva uno incidentale. La Corte ha stabilito che la proposizione del primo appello fa decorrere il termine breve per impugnare, rendendo il successivo appello incidentale, depositato oltre tale termine, inammissibile per tardività e confermando la decisione di primo grado.
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