Un privato vende a un Comune un terreno credendo erroneamente che sia incluso nel piano di edilizia popolare e vincolato a esproprio. Anni dopo, gli eredi scoprono l'inesistenza del vincolo ed esercitano l'azione di annullamento del contratto per errore. La Corte d'Appello accoglie la domanda, dichiara nullo l'atto e impone al Comune la restituzione del suolo. L'ente pubblico promuove ricorso in Cassazione, ma il primo invio notifica fallisce per trasferimento dello studio del difensore degli eredi. Poiché il Comune omette di consultare l'Albo professionale per accertare il nuovo indirizzo, la successiva notifica risulta oltre i termini di legge. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile per tardività, rendendo definitiva la restituzione dell'immobile agli eredi.
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