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Art. 327-bis Codice di Procedura Penale — Sezione Sesta Penale

Altri anni per Art. 327-bis Codice di Procedura Penale

Accesso al resort per prove: no all’impugnazione dell’ordinanza
L'amministratrice di una struttura turistica si oppone all'ordinanza di un giudice che autorizza i consulenti del Comune (parte civile) ad accedere all'area per prelevare campioni di terreno, nell'ambito di un processo per reati di inquinamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il principio sancito è che non è permessa l'immediata **impugnazione di un'ordinanza dibattimentale**. Tali provvedimenti, emessi durante il processo, possono essere contestati solo insieme alla sentenza finale, per non rallentare il corso della giustizia. La richiesta dell'azienda è stata quindi respinta.
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Revisione del processo: i limiti del giudice d’appello
Un individuo, condannato in via definitiva, ha richiesto la revisione del processo basandosi su nuove prove, tra cui testimonianze e una perizia tecnica che lo collocava lontano dal luogo del reato. La Corte d'appello ha respinto la richiesta, ma la Corte di Cassazione ha annullato tale decisione. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione preliminare di una richiesta di revisione deve limitarsi a una verifica sommaria della potenziale idoneità delle nuove prove a ribaltare la condanna, senza entrare nel merito della loro attendibilità, analisi che spetta alla fase successiva del giudizio.
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Simulazione di reato: la Cassazione fa chiarezza
Un imprenditore viene condannato per simulazione di reato e calunnia dopo aver denunciato un finto furto di scarpe per frodare l'assicurazione e aver poi accusato ingiustamente un collega. La Cassazione chiarisce la distinzione tra i due reati e la validità delle indagini private pre-processuali. Nonostante l'appello sia in parte inammissibile, la Corte annulla la sentenza per intervenuta prescrizione del reato di calunnia.
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Nullità ordinanza cautelare: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un pubblico ufficiale sospeso dal servizio per turbativa d'asta. L'imputato lamentava la nullità dell'ordinanza cautelare per due motivi: l'omessa valutazione di prove a discarico e la mancata allegazione delle trascrizioni integrali delle intercettazioni. La Corte ha stabilito che l'ordinanza è valida se il giudice motiva adeguatamente sulla non rilevanza delle prove difensive e che, per le intercettazioni, è sufficiente il deposito dei verbali riassuntivi, essendo il diritto di difesa garantito dall'accesso all'archivio digitale con le registrazioni complete.
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