La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32024/2024, interviene su un complesso caso di frode IVA legata a operazioni di leasing immobiliare. La Corte cassa la sentenza di secondo grado, riaffermando che nel giudizio di rinvio il giudice non può riesaminare l'esistenza della frode, già accertata, ma deve limitarsi a valutare la consapevolezza della partecipazione del contribuente. Viene inoltre ribadito il principio sull'onere della prova: spetta all'Amministrazione Finanziaria fornire elementi presuntivi sulla consapevolezza, dopodiché è il contribuente a dover dimostrare di aver agito con la massima diligenza per non essere coinvolto.
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