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Art. 324 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 324 Codice Civile

Lesione di Legittima: Valore dell’Eredità al Momento della Decisione
Un figlio ha agito in giudizio contro il fratello e i nipoti per una lesione di legittima nella successione della madre. La madre aveva lasciato l'usufrutto dell'intero asse ereditario ai figli, e la nuda proprietà ai nipoti. Il figlio ricorrente aveva rinunciato all'usufrutto, accrescendo la quota del fratello. I giudici di merito hanno stabilito che il valore dei beni ereditari per la reintegrazione della lesione di legittima deve essere calcolato al momento della decisione giudiziale. La Cassazione ha confermato questa impostazione, rigettando il ricorso dei nipoti che lamentavano una violazione del giudicato interno sulla valutazione. La Corte ha ribadito che il calcolo del valore dell'usufrutto e della nuda proprietà è stato correttamente commisurato al valore dei beni al momento della decisione.
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Liquidazione compensi difensore d’ufficio: attività materiale vs. studio
L'Avvocato ha richiesto la **liquidazione compensi difensore d'ufficio** per aver assistito più imputati. Il Tribunale di Brindisi ha negato il pagamento, sostenendo che l'attività si era limitata a una semplice comunicazione dell'esito della sentenza, senza alcun studio effettivo della controversia. L'Avvocato ha presentato ricorso in Cassazione, argomentando di aver svolto l'attività e che i decreti ingiuntivi ottenuti contro gli assistiti dovessero vincolare anche il Ministero. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che la mera comunicazione non costituisce attività di studio e che i decreti ingiuntivi contro i singoli non sono opponibili al Ministero. La richiesta di **liquidazione compensi difensore d'ufficio** è stata respinta, con condanna alle spese.
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Cartella Esattoriale Annullata: il Giudicato Esterno Tributario Salva il Coobbligato
L'Agenzia delle Entrate ha emesso una cartella esattoriale per imposte ipotecarie e catastali del 1981, ritenuta immotivata dalla Commissione Tributaria Regionale. Un contribuente ha invocato il principio del giudicato esterno tributario, sostenendo di poter beneficiare di una precedente sentenza favorevole ottenuta da un altro coobbligato solidale per la stessa pretesa fiscale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che il giudicato favorevole formatosi per un coobbligato può estendersi a un altro, a patto che la sentenza sia definitiva, non basata su ragioni personali del primo coobbligato e che il secondo non abbia già un giudizio sfavorevole passato in giudicato. La cartella è stata quindi annullata.
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