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Art. 323-bis Codice Penale — Sezione Seconda Penale

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Altri anni per Art. 323-bis Codice Penale

Prescrizione del reato: Cassazione e corruzione
La Corte di Cassazione interviene su un complesso caso di corruzione e associazione per delinquere legato ad appalti di una amministrazione militare. La sentenza annulla diverse condanne per intervenuta prescrizione del reato, a seguito della riqualificazione di alcune fattispecie. In particolare, la Corte ha distinto tra corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio e corruzione per l'esercizio della funzione, evidenziando come la mancanza di prova di un nesso diretto tra il pagamento e uno specifico atto illecito porti alla fattispecie meno grave, con termini di prescrizione più brevi. La decisione sottolinea anche l'impossibilità di configurare il favoreggiamento reale verso un'associazione criminale mentre questa è ancora operativa.
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Sostituzione pena detentiva: no per rapina aggravata
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di un Tribunale che aveva disposto la sostituzione della pena detentiva con i lavori di pubblica utilità per un imputato condannato per rapina e lesioni. La Suprema Corte ha chiarito che, trattandosi di un reato grave (rapina aggravata), la sostituzione della pena non è consentita a meno che non venga riconosciuta una specifica circostanza attenuante prevista dall'art. 323-bis c.p., circostanza non applicata nel caso di specie.
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Rapina impropria: quando il reato è consumato?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per rapina impropria consumata nei confronti di una donna che, dopo aver indossato dei capi in un negozio, ha usato violenza per tentare la fuga. La Corte ha chiarito che per la consumazione del reato è sufficiente la violenza esercitata per assicurarsi il possesso della refurtiva, non essendo necessario l'effettivo impossessamento. È stato inoltre discusso il principio del 'favor rei' riguardo le pene sostitutive, sebbene il ricorso sia stato rigettato per altri motivi.
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