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Art. 32 Costituzione — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 32 Costituzione

Ordine di demolizione: il condono pendente non ferma la ruspa
Il proprietario di un immobile abusivo ha chiesto la sospensione o la revoca del provvedimento che imponeva l'abbattimento delle opere, contestando il rigetto del condono edilizio davanti al Tribunale Amministrativo Regionale. Il giudice dell'esecuzione ha respinto la richiesta, rilevando che il giudice amministrativo non aveva sospeso il diniego di sanatoria e che lo stato dei luoghi era stato ulteriormente alterato con nuovi abusi. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che la pendenza del giudizio amministrativo non blocca automaticamente l'ordine di demolizione penale. Il ricorrente è stato condannato a pagare le spese e una sanzione pecuniaria.
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Ordine di demolizione e tutela della salute del minore
La Corte di Cassazione ha confermato l'ordine di demolizione di un immobile abusivo, respingendo il ricorso di un cittadino che invocava la tutela della salute del figlio minore affetto da gravi patologie. La Corte ha stabilito che l'ordine di demolizione è legittimo se il diritto alla salute può essere garantito in una diversa abitazione idonea. Il provvedimento sottolinea che il lungo tempo trascorso dal giudicato (oltre 17 anni) è imputabile al ricorrente, il quale disponeva inoltre di risorse economiche sufficienti per trovare una soluzione abitativa alternativa e salubre per il proprio nucleo familiare.
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Custodia cautelare e salute: i limiti del ricovero
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato che chiedeva la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari o il ricovero in struttura sanitaria. Nonostante una diagnosi di grave stato depressivo e una perizia che indicava un'incompatibilità temporanea, i giudici hanno ritenuto prevalenti le esigenze cautelari di eccezionale rilevanza legate a reati di traffico internazionale di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la custodia cautelare può essere mantenuta se le cure mediche sono somministrabili all'interno del circuito penitenziario e se non sussiste un'incompatibilità assoluta.
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Ordine di demolizione: legittimo anche per l’unica casa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due persone contro un ordine di demolizione relativo a una sopraelevazione abusiva adibita a unica abitazione. I ricorrenti lamentavano la violazione del diritto alla casa e rischi per la stabilità dell'edificio. La Corte ha ribadito che il diritto all'abitazione non è assoluto e non può sanare un abuso edilizio, e che le doglianze sulla stabilità erano generiche e non provate, confermando la piena legittimità dell'ordine di demolizione.
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Ricorso inammissibile: nuovi documenti in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro un'ordinanza di demolizione di un immobile abusivo. Il ricorrente ha tentato di dimostrare la sua legittimazione a ricorrere producendo, per la prima volta in Cassazione, un documento comunale che annullava la precedente acquisizione del bene. La Corte ha respinto il ricorso, affermando che non è possibile introdurre nuove prove in sede di legittimità e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ordine di demolizione: è proporzionato e legittimo?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34997/2024, ha confermato un ordine di demolizione di un immobile abusivo, anche se emesso quasi vent'anni dopo la condanna definitiva. Il lungo tempo trascorso e il fatto che l'immobile sia un'abitazione non rendono la demolizione sproporzionata, poiché secondo la Corte prevale l'esigenza di ripristinare la legalità violata e l'ordine urbanistico.
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Ordine di demolizione: inammissibile per il terzo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un terzo contro un ordine di demolizione. La ricorrente, figlia dei costruttori dell'immobile abusivo, vi abitava in virtù di un comodato stipulato anni dopo la condanna definitiva. La Corte ha stabilito che il principio di proporzionalità e il diritto all'abitazione non possono essere invocati da chi occupa un immobile con la piena consapevolezza della sua natura illecita, poiché l'ordine di demolizione è una sanzione reale che segue il bene e non la persona.
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Consenso informato medico: quando diventa reato?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per violenza sessuale a carico di un medico che ha eseguito una visita intima senza un adeguato consenso informato medico. La sentenza sottolinea che un'informazione vaga o incompleta al paziente rende l'atto illecito, configurando un abuso della professione. Il medico non può invocare l'errore sulla volontà del paziente se ha consapevolmente omesso di fornire tutte le spiegazioni necessarie sulla natura e le finalità della manovra.
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Demolizione immobile abusivo: quando non si ferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo di 91 anni, invalido e indigente, contro la demolizione del suo immobile abusivo, che costituiva la sua unica abitazione. Nonostante le gravi condizioni personali, la Corte ha stabilito che la piena consapevolezza dell'illegalità della costruzione e l'inerzia nel cercare una soluzione abitativa alternativa, anche dopo una sospensione di due anni concessa in precedenza, prevalgono sul principio di proporzionalità. La sentenza ribadisce che il diritto all'abitazione non può essere invocato per sanare un illecito consapevole, rendendo esecutiva la demolizione immobile abusivo.
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Ordine di demolizione: legittimo anche dopo 30 anni
L'erede di un immobile oggetto di un ordine di demolizione risalente a 30 anni prima ricorre in Cassazione, invocando la sproporzionalità della sanzione e la pendenza di un condono. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, affermando che il tempo trascorso a causa dell'inerzia del proprietario non rende illegittima la demolizione. La richiesta di condono, inoltre, non sospende l'esecuzione se il suo accoglimento è improbabile.
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Ordine di demolizione: è proporzionato e legittimo?
Un proprietario ha impugnato un ordine di demolizione per due unità abitative abusive, sostenendo fossero la sua unica casa e che vi fossero domande di condono in sospeso. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando l'ordine di demolizione. La Corte ha stabilito che le domande di condono erano inammissibili poiché le opere erano state completate dopo la scadenza di legge. Inoltre, la demolizione è stata ritenuta una misura proporzionata, bilanciando il diritto all'abitazione con l'interesse pubblico al rispetto delle normative urbanistiche.
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