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Art. 32 Costituzione — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 32 Costituzione

Beneficio contributivo amianto: il ritardo cancella il diritto
Un lavoratore ha richiesto all'ente di previdenza il riconoscimento del beneficio contributivo amianto per ottenere una maggiorazione della propria anzianità contributiva. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda per intervenuta prescrizione decennale del diritto. Il lavoratore ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che il termine dovesse decorrere solo dalla data di effettivo rilascio della certificazione di esposizione da parte dell'istituto assicuratore. I Giudici di legittimità hanno respinto il ricorso e confermato la decisione di secondo grado. La Suprema Corte ha chiarito che il termine di prescrizione di dieci anni inizia a decorrere nel momento in cui il lavoratore acquisisce consapevolezza del pregiudizio, coincidente con la prima domanda di certificazione. I solleciti all'ente assicuratore non interrompono i termini verso l'ente previdenziale. Il lavoratore perde la causa ed è condannato al pagamento delle spese legali.
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Danno differenziale e stress: risarcimento senza INAIL
Una dipendente ha citato in giudizio il proprio datore di lavoro per aver subito un grave stress lavorativo oltre la soglia di tollerabilità. La lesione accertata corrispondeva al 21% di danno biologico civilistico, mentre per i parametri dell'ente previdenziale pubblico il grado di invalidità risultava pari al 5%, ossia sotto la soglia minima indennizzabile del 6%. Il datore di lavoro sosteneva che la lavoratrice non potesse agire per il danno differenziale senza aver prima richiesto l'indennizzo all'ente assicuratore. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'ente, chiarendo che l'azione diretta contro il datore è pienamente legittima anche senza previa richiesta amministrativa, confermando il risarcimento integrale.
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Rischio consentito e colpi proibiti: il danno da combattimento
Un atleta ha subito la perdita di un testicolo a causa di un colpo proibito sferrato dall'avversario durante un allenamento di arti marziali miste. I giudici di merito hanno respinto la richiesta di risarcimento applicando la scriminante del rischio consentito, nonostante la violazione delle regole del gioco. L'atleta ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando la particolare importanza della questione, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. I giudici devono stabilire se il rischio consentito operi anche negli sport a violenza necessaria a fronte di colpi vietati, purché connessi all'azione di gioco. La causa è stata quindi rinviata alla pubblica udienza per una decisione definitiva.
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Risarcimento danni da sangue infetto: lo Stato deve pagare tutto
Un paziente contrae l'epatite C a causa di trasfusioni con sangue infetto e ottiene il risarcimento dei danni dal Ministero della Salute. In appello, i giudici riducono la somma detraendo l'indennizzo previsto dalla legge, senza che il Ministero abbia provato l'effettivo pagamento o l'importo preciso. Gli eredi del danneggiato ricorrono in Cassazione. La Suprema Corte accoglie il ricorso, stabilendo che per applicare la detrazione nel risarcimento danni da sangue infetto, l'amministrazione deve dimostrare concretamente l'avvenuto versamento o l'esatto ammontare dell'indennizzo. La sentenza d'appello viene quindi cassata con rinvio.
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Competenza del giudice tutelare: stop ai ricorsi contro lo Stato
Un cittadino ha chiesto al Giudice Tutelare di disapplicare i decreti ministeriali (D.P.C.M.) emessi per l'emergenza Covid-19, ritenendoli lesivi della libertà e della dignità personale. Il Giudice Tutelare ha dichiarato l'istanza inammissibile per difetto di competenza. Il cittadino ha quindi proposto ricorso per regolamento di competenza davanti alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha confermato l'inammissibilità del ricorso, rilevando la mancata notifica dello stesso e l'assenza di indicazione della controparte. Inoltre, la Corte ha ribadito che la competenza del giudice tutelare non si estende alla disapplicazione di provvedimenti amministrativi generali, trattandosi di materia estranea alle sue attribuzioni di legge. Il ricorrente è stato condannato al pagamento del doppio del contributo unificato.
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Danno non patrimoniale bagaglio: vacanza rovinata si risarcisce
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al risarcimento per due passeggeri che avevano ricevuto il loro bagaglio con due giorni di ritardo durante un volo intercontinentale. La compagnia aerea sosteneva che il semplice disagio non fosse un danno risarcibile. I giudici, invece, hanno stabilito che la ritardata consegna configura un vero e proprio **danno non patrimoniale bagaglio**. Questo perché limita la libertà personale e compromette il diritto a una serena vacanza, interessi protetti dalla Costituzione. Anche un risarcimento di modesta entità è stato ritenuto legittimo per compensare il pregiudizio subito. La compagnia aerea ha perso il ricorso.
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IVA agevolata fotovoltaico: i requisiti oggettivi
L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'applicazione dell'IVA agevolata sulla vendita di componenti per impianti fotovoltaici a una società rivenditrice. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per l'IVA agevolata fotovoltaico non è sufficiente l'idoneità teorica dei beni, ma è necessaria la prova del loro concreto utilizzo nella costruzione di un impianto. La qualità dell'acquirente è irrilevante, ma la destinazione finale oggettiva è cruciale.
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