Una cittadina straniera è stata trattenuta ingiustamente presso il Centro di Identificazione ed Espulsione (C.I.E.) di Bologna per 79 giorni. La Corte d'Appello ha condannato il Ministero dell'Interno al risarcimento del danno, quantificato in oltre 18.000 euro applicando per analogia i parametri dell'ingiusta detenzione. Il Ministero ha proposto ricorso in Cassazione, contestando la propria legittimazione passiva e l'applicabilità di tali parametri. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che l'eccezione sulla legittimazione era tardiva e ha confermato che l'illegittimo trattenimento lede la libertà personale, diritto inviolabile della Costituzione. Di conseguenza, è corretto calcolare il danno non patrimoniale usando in via analogica le norme sulla riparazione per ingiusta detenzione.
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