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Art. 31 Costituzione

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Agevolazioni prima casa: dichiarazione di entrambi i coniugi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34680/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di agevolazioni prima casa per i coniugi in comunione legale dei beni. Un contribuente aveva acquistato un immobile rendendo la dichiarazione per i benefici fiscali, ma senza l'intervento della moglie. L'Agenzia delle Entrate ha revocato il 50% del beneficio, sostenendo che anche il coniuge non intervenuto avrebbe dovuto dichiarare il possesso dei requisiti. La Cassazione ha dato ragione all'Agenzia, chiarendo che, ai fini fiscali, l'acquisto si intende fatto da entrambi i coniugi e, pertanto, i requisiti soggettivi devono essere posseduti e dichiarati individualmente da ciascuno per ottenere il beneficio sull'intero immobile.
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Permesso di soggiorno per lavoro: non estingue reato
La Corte di Cassazione ha stabilito che ottenere un permesso di soggiorno per motivi di lavoro non comporta l'estinzione del reato di ingresso e soggiorno illegale in Italia. Secondo la Suprema Corte, l'elenco delle tipologie di permesso che determinano l'improcedibilità dell'azione penale, previsto dall'art. 10 bis del d.lgs. 286/98, è tassativo e non può essere interpretato in modo estensivo per includere il permesso di lavoro. La sentenza ha quindi rigettato il ricorso di un cittadino straniero, confermando la sua condanna a una pena pecuniaria.
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Improcedibilità ricorso: termini perentori in Cassazione
Un cittadino straniero ha impugnato un decreto di espulsione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso perché depositato oltre il termine perentorio di venti giorni previsto dalla legge, senza esaminare il merito delle questioni sollevate.
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Esenzione IMU forze armate: non è retroattiva
Un contribuente, appartenente alle Forze di Polizia, ha richiesto l'applicazione dell'esenzione IMU per l'abitazione principale per l'anno 2012, basandosi su una norma entrata in vigore solo nel 2013. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'esenzione IMU forze armate non ha efficacia retroattiva. La sentenza sottolinea la discrezionalità del legislatore nel definire la decorrenza dei benefici fiscali, escludendo qualsiasi profilo di incostituzionalità.
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Esenzione ICI abitazione principale: la Cassazione dubita
Un comune ha negato l'esenzione ICI abitazione principale a un contribuente perché la sua famiglia risiedeva altrove. La Corte di Cassazione, investita del caso, ha dubitato della costituzionalità di tale requisito. Ritenendo che la norma possa violare i principi di uguaglianza e di capacità contributiva, in linea con una precedente decisione della Corte Costituzionale sull'IMU, ha sospeso il giudizio e ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale per una decisione definitiva.
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Esenzione ICI abitazione principale: la Cassazione dubita
Un Comune ha negato l'esenzione ICI abitazione principale a una contribuente poiché il coniuge risiedeva in un altro Comune. Il caso è giunto alle Sezioni Unite della Cassazione che, richiamando una precedente sentenza della Corte Costituzionale in materia di IMU, hanno dubitato della costituzionalità della norma ICI. La legge, infatti, richiede la dimora abituale non solo del contribuente ma anche dei suoi familiari per concedere il beneficio. Ritenendo questa previsione potenzialmente discriminatoria, la Corte ha sospeso il giudizio e ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale.
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Riserva mentale matrimonio: nessun risarcimento danni
Un uomo ha citato in giudizio la sua ex coniuge per ottenere un risarcimento, sostenendo di essere stato ingannato poiché lei lo avrebbe sposato con la "riserva mentale matrimonio" di considerare l'unione solo una prova. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, stabilendo che la mancata comunicazione delle proprie incertezze sulla durata del vincolo non costituisce un illecito risarcibile, in quanto prevale la libertà di autodeterminazione matrimoniale, un diritto fondamentale della persona. La comunicazione di tali stati d'animo è considerata un dovere morale, non giuridico.
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Evasione e misure alternative: no all’automatismo
Un detenuto si è visto negare una misura alternativa alla detenzione a causa di una precedente condanna per evasione. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la legge non impone un automatismo. La concessione di benefici in caso di evasione e misure alternative richiede sempre una valutazione approfondita e individuale della personalità del condannato e del suo percorso rieducativo, da svolgersi in un'udienza dedicata.
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Preclusione processuale e colloqui in carcere
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto avverso un'ordinanza che rigettava la sua richiesta di colloqui. La Corte ha stabilito che la nuova istanza, essendo una mera ripetizione di una precedente già respinta e priva di nuovi elementi, è bloccata dal principio di preclusione processuale, che impedisce di riesaminare questioni già decise.
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Colloqui detenuti 41-bis: sì tra familiari detenuti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30276/2024, ha rigettato il ricorso del Ministero della Giustizia, confermando la possibilità per un detenuto di avere colloqui con un familiare, anche se entrambi sono sottoposti al regime del 41-bis Ord.pen. La Corte ha stabilito che un parere negativo generico della DDA non è sufficiente a negare il diritto al mantenimento delle relazioni familiari, se adeguatamente bilanciato con misure di sicurezza come la videosorveglianza. La decisione sottolinea che i colloqui detenuti 41-bis non sono vietati in assoluto ma vanno valutati caso per caso.
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Licenziamento lavoratrice madre: quando è nullo?
Una società licenzia una dipendente entro il primo anno di vita del figlio, adducendo come motivazione la chiusura del reparto in cui operava. La Corte d'Appello conferma la nullità del licenziamento lavoratrice madre, chiarendo che le eccezioni al divieto di recesso sono tassative e non includono la chiusura di una singola unità produttiva, ma solo la cessazione dell'intera attività aziendale o la scadenza di un contratto a termine, ipotesi non verificatesi nel caso di specie.
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Colloqui detenuti: quando possono essere negati?
Un detenuto ha presentato ricorso contro il diniego di colloqui con il padre, motivato dal giudice con il rischio di inquinamento probatorio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che i colloqui detenuti, pur essendo un diritto fondamentale, possono essere temporaneamente limitati in presenza di esigenze investigative concrete e attuali, come un interrogatorio imminente, a condizione che la decisione sia adeguatamente motivata.
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Esenzione IMU prima casa: la Cassazione conferma
Un comune aveva negato l'esenzione IMU prima casa a una contribuente perché il coniuge risiedeva in un immobile diverso. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del comune, confermando il diritto all'esenzione. La decisione si basa su una precedente sentenza della Corte Costituzionale (n. 209/2022), che ha stabilito che per abitazione principale si intende l'immobile in cui il possessore dimora abitualmente e ha la residenza anagrafica, a prescindere dalla residenza degli altri membri del nucleo familiare.
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Esenzione IMU prima casa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Comune che negava l'esenzione IMU prima casa a un contribuente la cui moglie risiedeva in un altro immobile. Fondamentale è stata l'applicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022, che ha svincolato il beneficio dalla residenza dell'intero nucleo familiare, legandolo esclusivamente alla dimora abituale e residenza anagrafica del singolo possessore.
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Esenzione IMU prima casa: coniugi con residenze diverse
Un comune aveva negato l'esenzione IMU prima casa a un contribuente poiché la moglie risiedeva in un'altra città. La Corte di Cassazione, recependo la storica sentenza n. 209/2022 della Corte Costituzionale, ha respinto il ricorso del comune. È stato definitivamente chiarito che il diritto all'esenzione si basa sulla residenza anagrafica e sulla dimora abituale del singolo possessore nell'immobile, senza che la diversa residenza del coniuge possa costituire un ostacolo.
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Esenzione IMU prima casa: sì a coniugi con residenza diversa
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una contribuente, annullando un avviso di accertamento IMU. Applicando la sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022, ha stabilito che per l'esenzione IMU prima casa conta solo la residenza e la dimora abituale del possessore dell'immobile, non quella dell'intero nucleo familiare. Pertanto, l'esenzione spetta anche se il coniuge risiede in un comune diverso.
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Sostituzione misura cautelare: no se manca il fumus
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto che chiedeva la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari, a causa delle presunte gravi condizioni di salute della moglie che le impedirebbero di accudire i figli minori. La Corte ha stabilito che la nomina di un perito per accertare tali condizioni non è obbligatoria se non sussiste un 'fumus', ovvero un fondato sospetto basato su prove concrete e non contraddittorie. In questo caso, le prove fornite dalla difesa sono state ritenute insufficienti e in contrasto con altri elementi, giustificando il rigetto della richiesta di sostituzione misura cautelare senza ulteriori accertamenti peritali.
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Colloqui detenuti 41-bis: sì al figlio senza vetro?
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un detenuto in regime speciale che chiedeva di incontrare il figlio quindicenne senza il vetro divisorio. Inizialmente, il Tribunale di sorveglianza aveva concesso l'autorizzazione, ma il Ministero della Giustizia ha presentato ricorso. La Suprema Corte ha annullato la decisione, stabilendo che, per i colloqui detenuti 41-bis, la rimozione del vetro richiede una valutazione molto più approfondita e motivata sui rischi di sicurezza, non potendo basarsi solo sull'assenza di problemi passati, verificatisi proprio grazie alla presenza del vetro.
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Cessazione materia del contendere: spese compensate
La Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere in una controversia IMU. A seguito di una declaratoria di incostituzionalità della norma fiscale, il Comune aveva annullato in autotutela l'avviso di accertamento. La Corte ha cassato la sentenza d'appello e compensato le spese legali, ritenendo giustificata tale decisione dall'intervento della Corte Costituzionale avvenuto in corso di causa, che ha rimosso l'oggetto del contendere.
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Colloqui 41-bis: No a videochiamate senza necessità
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che consentiva a un detenuto in regime speciale di effettuare videochiamate mensili al posto delle visite di persona. Secondo la Suprema Corte, la sostituzione dei colloqui 41-bis con modalità a distanza è ammessa solo in presenza di circostanze eccezionali che rendano impossibile o estremamente difficile la visita in carcere, condizioni che devono essere provate caso per caso e non possono essere dedotte da un principio generale.
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