La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio l'ordinanza della Corte di appello di Roma che aveva disposto la proroga della custodia cautelare agli arresti domiciliari per un cittadino straniero in attesa di estradizione. I giudici di secondo grado avevano prolungato la misura senza attivare alcuna forma di confronto con la difesa. La Suprema Corte ha stabilito che, anche nelle procedure estradizionali, la proroga della custodia cautelare richiede obbligatoriamente un contraddittorio effettivo con l'indagato, attuabile anche in forma scritta. Di conseguenza, l'estensione della misura è stata dichiarata nulla e il cittadino straniero è stato immediatamente rimesso in libertà, essendo ormai scaduti i termini massimi originari di custodia.
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